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Mercoledi delle Ceneri

MERCOLEDI 1 MARZO
MERCOLEDI DELLE CENERI

Giornata di digiuno, di preghiera e di elemosina: siamo invitati a offrire in chiesa il frutto del nostro digiuno a favore della Quaresima di Fraternità

A Cossila San Giovanni
Ore 8: Preghiera delle Lodi Mattutine
Ore 8.30: Santa Messa con imposizione delle ceneri

A Favaro
Ore 17.30: Preghiera del Vespro
Ore 18: Santa Messa con imposizione delle ceneri

A Cossila San Grato
Ore 12: Preghiera dell’Ora Media e adorazione eucaristica
Ore 20.30: Santa Messa con imposizione delle ceneri

Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2017
La Parola è un dono. L’altro è un dono

Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. Gesù è l’amico fedele che non ci abbandona mai, perché, anche quando pecchiamo, attende con pazienza il nostro ritorno a Lui e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono (cfr Omelia nella S. Messa, 8 gennaio 2016).
La Quaresima è il momento favorevole per intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l’elemosina. Alla base di tutto c’è la Parola di Dio, che in questo tempo siamo invitati ad ascoltare e meditare con maggiore assiduità. In particolare, qui vorrei soffermarmi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cfr  Lc 16,19-31). Lasciamoci ispirare da questa pagina così significativa, che ci offre la chiave per comprendere come agire per raggiungere la vera felicità e la vita eterna, esortandoci ad una sincera conversione.
 
1. L’altro è un dono
La parabola comincia presentando i due personaggi principali, ma è il povero che viene descritto in maniera più dettagliata: egli si trova in una condizione disperata e non ha la forza di risollevarsi, giace alla porta del ricco e mangia le briciole che cadono dalla sua tavola, ha piaghe in tutto il corpo e i cani vengono a leccarle (cfr vv. 20-21). Il quadro dunque è cupo, e l’uomo degradato e umiliato.
La scena risulta ancora più drammatica se si considera che il povero si chiama Lazzaro: un nome carico di promesse, che alla lettera significa «Dio aiuta». Perciò questo personaggio non è anonimo, ha tratti ben precisi e si presenta come un individuo a cui associare una storia personale. Mentre per il ricco egli è come invisibile, per noi diventa noto e quasi familiare, diventa un volto; e, come tale, un dono, una ricchezza inestimabile, un essere voluto, amato, ricordato da Dio, anche se la sua concreta condizione è quella di un rifiuto umano (cfr Omelia nella S. Messa, 8 gennaio 2016).
Lazzaro ci insegna che l’altro è un dono. La giusta relazione con le persone consiste nel riconoscerne con gratitudine il valore. Anche il povero alla porta del ricco non è un fastidioso ingombro, ma un appello a convertirsi e a cambiare vita. Il primo invito che ci fa questa parabola è quello di aprire la porta del nostro cuore  all’altro, perché ogni persona è un dono, sia il nostro vicino sia il povero sconosciuto. La Quaresima è un tempo propizio per aprire la porta ad ogni bisognoso e riconoscere in lui o in lei il volto di Cristo. Ognuno di noi ne incontra sul proprio cammino. Ogni vita che ci viene incontro è un dono e merita accoglienza, rispetto, amore. La Parola di Dio ci aiuta ad aprire gli occhi per accogliere la vita e amarla, soprattutto quando è debole. Ma per poter fare questo è necessario prendere sul serio anche quanto il Vangelo ci rivela a proposito dell’uomo ricco.
 
2. Il peccato ci acceca
La parabola è impietosa nell’evidenziare le contraddizioni in cui si trova il ricco (cfr v. 19). Questo personaggio, al contrario del povero Lazzaro, non ha un nome, è qualificato solo come “ricco”. La sua opulenza si manifesta negli abiti che indossa, di un lusso esagerato. La porpora infatti era molto pregiata, più dell’argento e dell’oro, e per questo era riservato alle divinità (cfr Ger 10,9) e ai re (cfr Gdc 8,26). Il bisso era un lino speciale che contribuiva a dare al portamento un carattere quasi sacro. Dunque la ricchezza di quest’uomo è eccessiva, anche perché esibita ogni giorno, in modo abitudinario: «Ogni giorno si dava a lauti banchetti» (v. 19). In lui si intravede drammaticamente la corruzione del peccato, che si realizza in tre momenti successivi: l’amore per il denaro, la vanità e la superbia (cfr Omelia nella S. Messa, 20 settembre 2013).
Dice l’apostolo Paolo che «l’avidità del denaro è la radice di tutti i mali» (1 Tm 6,10). Essa è il principale motivo della corruzione e fonte di invidie, litigi e sospetti. Il denaro può arrivare a dominarci, così da diventare un idolo tirannico (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 55). Invece di essere uno strumento al nostro servizio per compiere il bene ed esercitare la solidarietà con gli altri, il denaro può asservire noi e il mondo intero ad una logica egoistica che non lascia spazio all’amore e ostacola la pace.
La parabola ci mostra poi che la cupidigia del ricco lo rende vanitoso. La sua personalità si realizza nelle apparenze, nel far vedere agli altri ciò che lui può permettersi. Ma l’apparenza maschera il vuoto interiore. La sua vita è prigioniera dell’esteriorità, della dimensione più superficiale ed effimera dell’esistenza (cfr ibid., 62).
Il gradino più basso di questo degrado morale è la superbia. L’uomo ricco si veste come se fosse un re, simula il portamento di un dio, dimenticando di essere semplicemente un mortale. Per l’uomo corrotto dall’amore per le ricchezze non esiste altro che il proprio io, e per questo le persone che lo circondano non entrano nel suo sguardo. Il frutto dell’attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione.
Guardando questo personaggio, si comprende perché il Vangelo sia così netto nel condannare l’amore per il denaro: «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza» (Mt 6,24).
 
3. La Parola è un dono
Il Vangelo del ricco e del povero Lazzaro ci aiuta a prepararci bene alla Pasqua che si avvicina. La liturgia del Mercoledì delle Ceneri ci invita a vivere un’esperienza simile a quella che fa il ricco in maniera molto drammatica. Il sacerdote, imponendo le ceneri sul capo, ripete le parole: «Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai». Il ricco e il povero, infatti, muoiono entrambi e la parte principale della parabola si svolge nell’aldilà. I due personaggi scoprono improvvisamente che «non abbiamo portato nulla nel mondo e nulla possiamo portare via» (1 Tm 6,7).
Anche il nostro sguardo si apre all’aldilà, dove il ricco ha un lungo dialogo con Abramo, che chiama «padre» (Lc 16,24.27), dimostrando di far parte del popolo di Dio. Questo particolare rende la sua vita ancora più contraddittoria, perché finora non si era detto nulla della sua relazione con Dio. In effetti, nella sua vita non c’era posto per Dio, l’unico suo dio essendo lui stesso.
Solo tra i tormenti dell’aldilà il ricco riconosce Lazzaro e vorrebbe che il povero alleviasse le sue sofferenze con un po’ di acqua. I gesti richiesti a Lazzaro sono simili a quelli che avrebbe potuto fare il ricco e che non ha mai compiuto. Abramo, tuttavia, gli spiega: «Nella vita tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti» (v. 25). Nell’aldilà si ristabilisce una certa equità e i mali della vita vengono bilanciati dal bene.
La parabola si protrae e così presenta un messaggio per tutti i cristiani. Infatti il ricco, che ha dei fratelli ancora in vita, chiede ad Abramo di mandare Lazzaro da loro per ammonirli; ma Abramo risponde: «Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro» (v. 29). E di fronte all’obiezione del ricco, aggiunge: «Se non ascoltano Mosè e i profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti» (v. 31).
In questo modo emerge il vero problema del ricco: la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla Parola di Dio; questo lo ha portato a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo. La Parola di Dio è una forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Chiudere il cuore al dono di Dio che parla ha come conseguenza il chiudere il cuore al dono del fratello.
 
Cari fratelli e sorelle, la Quaresima è il tempo favorevole per rinnovarsi nell’incontro con Cristo vivo nella sua Parola, nei Sacramenti e nel prossimo. Il Signore – che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto ha vinto gli inganni del Tentatore – ci indica il cammino da seguire. Lo Spirito Santo ci guidi a compiere un vero cammino di conversione, per riscoprire il dono della Parola di Dio, essere purificati dal peccato che ci acceca e servire Cristo presente nei fratelli bisognosi. Incoraggio tutti i fedeli ad esprimere questo rinnovamento spirituale anche partecipando alle Campagne di Quaresima che molti organismi ecclesiali, in diverse parti del mondo, promuovono per far crescere la cultura dell’incontro nell’unica famiglia umana. Preghiamo gli uni per gli altri affinché, partecipi della vittoria di Cristo, sappiamo aprire le nostre porte al debole e al povero. Allora potremo vivere e testimoniare in pienezza la gioia della Pasqua.
 
Dal Vaticano, 18 ottobre 2016, festa di San Luca Evangelista
 
Francesco

Fałat_Julian,_Popielec

Giornata Mondiale del malato

Sabato 11 febbraio 2017
Memoria della B. V. Maria di Lourdes
Giornata Mondiale del Malato

Ore 10, presso il Soggiorno Anziani di Favaro
Preghiera del Santo Rosario
Celebrazione eucaristica
Celebrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi
Ricorderemo tutti i malati e gli anziani delle nostre comunità parrocchiali!

Vorresti partecipare ma hai bisogno di “un passaggio”? Chiama questi numeri:
Cossila San Grato: Daniela Boglietti 015.33838
Cossila San Giovanni: Silvia Di Perna 015.572207
Favaro: Susy Pramaggiore 015.43309    Pier Salivotti 015.43223

Siamo invitati a partecipare!!!

DAL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2017:
Fratelli e sorelle tutti, malati, operatori sanitari e volontari, eleviamo insieme la nostra preghiera a Maria, affinché la sua materna intercessione sostenga e accompagni la nostra fede e ci ottenga da Cristo suo Figlio la speranza nel cammino della guarigione e della salute, il senso della fraternità e della responsabilità, l’impegno per lo sviluppo umano integrale e la gioia della gratitudine ogni volta che ci stupisce con la sua fedeltà e la sua misericordia.
O Maria, nostra Madre,
che in Cristo accogli ognuno di noi come figlio,
sostieni l’attesa fiduciosa del nostro cuore,
soccorrici nelle nostre infermità e sofferenze,
guidaci verso Cristo tuo figlio e nostro fratello,
e aiutaci ad affidarci al Padre che compie grandi cose.
A tutti voi assicuro il mio costante ricordo nella preghiera e vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica.

Festa di S. Agata a Favaro

Domenica 12 febbraio
FESTA DI SANT’AGATA A FAVARO
Patrona delle tessitrici

Priore: Coda Zabetta Rosanna e Coda Zabetta Rosita
Programma
Ore 9.45: Santa Messa solenne animata dalla cantoria parrocchiale
Rinfresco delle priore in casa parrocchiale
Ore 12: Pranzo presso la Cooperativa di Favaro
costo euro 25

Prenotazione presso le Priore
Coda Zabetta Rosanna 015.444209
Coda Zabetta Rosita 015.571002
Cooperativa Favaro 015.43315

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Festa di Sant’Agata a Favaro 2016

Festa di S. Agata

Domenica 5 febbraio
FESTA DI SANT’AGATA
Patrona delle tessitrici

A Cossila San Giovanni
Priore: Cinzia Pozza e Maniezzo Roberta
Programma
Ore 11: Santa Messa solenne animata dalla cantoria parrocchiale
Rinfresco delle priore in casa parrocchiale
Ore 12.30: Pranzo presso il Salone Parrocchiale   Quota: 25 euro.
Prenotazioni entro e non oltre il 31 gennaio

Agata_ridotto

 

 

 

 

 

 

Festa di Sant’Agata a Cossila San Giovanni 2016

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Festa di S. Giulio

DOMENICA 29 GENNAIO A FAVARO

Festa di San Giulio d’Orta
Patrono delle arti edili e affini

Priore il sig.re Ramella Paia Luca

Programma:

ore 9.45
Santa Messa solenne animata dalla Cantoria Parrocchiale
Ricorderemo in modo particolare i priori defunti

Omaggio ai Caduti e Vermouth presso la Casa Parrocchiale

Presta servizio la Banda Musicale di Favaro

Ore 12.15
Pranzo presso la Cooperativa di Favaro
Gradita la presenza delle gentili signore.
Per prenotazioni telefonare entro il 25 gennaio al 015-43155

Dal Libro “FAVARO. STORIA DI UN RIONE DI BIELLA”
La Festa dei Muratori ha origini antiche. A Favaro questa si celebra
ininterrottamente fin dal 1837. Con tutta probabilità la tradizione si è
ereditata dalla parrocchia Madre di San Grato dove la festa si celebrava fin
dal 1700. I lavoratori della “cazzuola e del martello”, nella nostra
frazione, sono i primi a festeggiare nel mese di gennaio di ogni anno il
loro Santo Patrono che è S. Giulio d’Orta e che secondo la tradizione
edificò cento chiese. La festa, molto partecipata, di anno in anno si
arricchisce di nuovi significati. La celebrazione è resa ancora più bella
dalle immancabili partecipazioni della Banda Musicale e della Cantoria. Come
ogni festa patronale, ogni anno è nominato un priore e se ne ha serie
ininterrotta quasi completa. Il quadro di San Giulio fu dipinto dal prof.
Borrione nel 1936.

festa_s_giulio

Epifania del Signore

SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA DEL SIGNORE

Giovedì 5 gennaio
ore 17 a Cossila San Giovanni: Santa Messa solenne della vigilia dell’Epifania
ore 18.15 a Favaro: Santa messa della vigilia dell’Epifania

Venerdì 6 gennaio
ore 9.45 a Favaro: Santa Messa solenne
ore 11 a Cossila San Grato: Santa Messa solenne
ore 18 a Cossila San Grato: Santa Messa

O Cristo Dio,
la tua nascita ha inondato il mondo con la luce della conoscenza.
In questa luce, coloro che adoravano le stelle
impararono da una stella ad adorare Te
sole di giustizia,
e a riconoscertTi Oriente apparso dall’alto.
Gloria a Te, o Signore!
dalla liturgia slava

Preghiera Natale

Venerdì 23 dicembre ore 21 a Cossila San Giovanni
Preghiera in preparazione al Natale!
Con la partecipazione del coro #versoilnuovoratorio!!!
Per le famiglie e per tutti!

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