Giornata dei malati

Giovedì 11 febbraio 2016
Memoria della B. V. Maria di Lourdes
Giornata Mondiale del Malato

Ore 15, presso il Soggiorno Anziani di Favaro
Preghiera del Santo Rosario
Celebrazione eucaristica giubilare
Celebrazione del Sacramento dell’Unzione degli Infermi
In quel giorno il Soggiorno Anziani sarà dichiarato “chiesa giubilare” da parte del nostro Vescovo
Ricorderemo tutti i malati e gli anziani delle nostre comunità parrocchiali!

Vorresti partecipare ma hai bisogno di “un passaggio”? Chiama questi numeri:
Cossila San Grato: Daniela Boglietti 015.33838   Adriana Boglietti 015.32743
Cossila San Giovanni: Silvia Di Perna 015.572207
Favaro: Susy Pramaggiore 015.43309    Pier Salivotti 015.43223

Siamo invitati a partecipare!!!

DAL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO IN QUESTO ANNO SANTO 2016:
In questa Giornata Mondiale del Malato possiamo chiedere a Gesù misericordioso, attraverso l’intercessione di Maria, Madre sua e nostra, che conceda a tutti noi questa disposizione al servizio dei bisognosi, e concretamente dei nostri fratelli e delle nostre sorelle malati. Talvolta questo servizio può risultare faticoso, pesante, ma siamo certi che il Signore non mancherà di trasformare il nostro sforzo umano in qualcosa di divino. Anche noi possiamo essere mani, braccia, cuori che aiutano Dio a compiere i suoi prodigi, spesso nascosti. Anche noi, sani o malati, possiamo offrire le nostre fatiche e sofferenze come quell’acqua che riempì le anfore alle nozze di Cana e fu trasformata nel vino più buono. Con l’aiuto discreto a chi soffre, così come nella malattia, si prende sulle proprie spalle la croce di ogni giorno e si segue il Maestro (cfr Lc 9,23); e anche se l’incontro con la sofferenza sarà sempre un mistero, Gesù ci aiuta a svelarne il senso.
Se sapremo seguire la voce di Colei che dice anche a noi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela», Gesù trasformerà sempre l’acqua della nostra vita in vino pregiato. Così questa Giornata Mondiale del Malato, celebrata solennemente in Terra Santa, aiuterà a realizzare l’augurio che ho espresso nella Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia: «Questo Anno Giubilare vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con [l’Ebraismo, con l’Islam] e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione» (Misericordiae Vultus, 23). Ogni ospedale o casa di cura può essere segno visibile e luogo per promuovere la cultura dell’incontro e della pace, dove l’esperienza della malattia e della sofferenza, come pure l’aiuto professionale e fraterno, contribuiscano a superare ogni limite e ogni divisione.

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