Autore: amministratore PVO

PER I GIOVANI E CON I GIOVANI

Venerdì 7 settembre

“Con i giovani, per i giovani”

Ricordando il 40° anniversario della morte del prof. Pier Carlo Bruna

in collaborazione con l’Azione Cattolica – Diocesi di Biella

ore 20.15, cappella del Nuovo Oratorio

Santa Messa in suffragio del “Prufe”

ore 21, salone del Nuovo Oratorio

Il ricordo dei suoi giovani

 

Il prof. Bruna, la chiesa biellese, il concilio: “un momento forte, per il movimento giovanile biellese”.

mons. Alceste Catella, vescovo emerito di Casale Monferrato

 

 

 

“Nuovi educatori per nuovi giovani”dott.ssa Paola Bignardi Già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, si occupa di temi educativi ed è pubblicista. Membro del Comitato di Indirizzo dell’Istituto Toniolo, è coordinatrice dell’Osservatorio Giovani.

 

 

 

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“I sogni grandi sono quelli che danno fecondità, sono capaci di seminare pace, di seminare fraternità, di seminare gioia; ecco, questi sono sogni grandi perché pensano a tutti con il NOI”

Papa Francesco ai giovani italiani, 11 agosto 2018

Da “Il Biellese”, 25 agosto 1978 (probabilmente a firma di don A. Ferraris)

Alle cinque di ieri mattina, giovedì, ad Assisi (PG), ove si trovava per un Convegno Nazionale, indetto dalla “Pro Civitate Christiana” locale, è morto improvvisamente per infarto il prof. Pier Carlo Buna, insegnante di materie Letterarie presso la scuola media “Schiaparelli” e figura di primo piano del mondo cattolico biellese. La notizia si è diffusa subito in città, accompagnata da una commozione generale.

Il prof. Bruna era nato a Biella il 17 novembre 1927 e risiedeva a Cossila S. Grato in via Oropa, 67.

Sono in molti a piangerlo costernati, a ricordare con quanto affetto e quanta premura dedicasse ai giovani ed alla loro formazione umana e cristiana le ore libere dall’insegnamento. Per il mondo cattolico biellese egli fu un testimone forte di fede; per il movimento giovanile un punto di riferimento per le esperienze più generose. Martedì mattina in auto, con due giovani di Biella, Marco Bernardi e Carlo Gatti, era partito alla volta di Assisi con animo gioioso e sereno: la cittadella umbra rappresentava l’abituale luogo di meditazione e di riposo, dopo l’intensa attività educativa e apostolica che caratterizzava i suoi giorni.

Mercoledì pomeriggio, dopo pranzo, i primi sintomi di un malessere localizzato al cuore ne consigliano il ricovero in ospedale. Verso sera pare stare meglio: i dolori si sono attenuati e le condizioni generali migliorano. Poi nella notte, l’aggravamento improvviso e la morte. Ad assisterlo e a prestargli le prime cure è stato don Silvio Pivano, parroco di Vallanzengo ed infermiere al nostro nosocomio, pure laggiù per presenziare al Convegno. Il prof. Bruna sarebbe dovuto tornare a casa nella serata di domenica, a conclusione dei lavori, mentre ora sono partiti Salivotti e altri amici per la cittadina umbra, onde disporre il trasporto della salma a Biella. L’unica componente della famiglia del prof. Bruna, la signora Enrica, sposata con una bimba, si era incontrata ad Assisi col fratello martedì. Poi essendo in vacanza in Toscana aveva, con i famigliari ripreso la via per Firenze, per rientrare nel Biellese ieri sera. Si è cercato subito di rintracciarla, con varie telefonate e con appelli radio continui anche perchè occorre il consenso ed il nulla osta dei familiari per operare lo spostamento della salma. La data dei funerali, quindi, deve essere ancora stabilita. Secondo testimonianze orali, il prof. Bruna da qualche tempo soffriva di mal di cuore, tanto che prima di mettersi in viaggio, aveva effettuato un elettrocardiogramma. Nulla, tuttavia, avrebbe lasciato presagire, una fine così repentina. Ricordiamo che Bruna aveva preso la laurea a Torino nel 1953; il suo primo incarico, su richiesta del prof. Carlangelo Cremona, era stato alla scuola media legalmente riconosciuta di Sagliano Micca, ove aveva insegnato lettere dall’anno scolastico 1953-’54 al 1986-’69, donde era poi passato alla “Schiaparelli” Negli anni 19587-’58 e 1958-59 aveva anche ricoperto l’incarico di Preside della media di Sagliano. È arduo sintetizzare in poche righe affrettate al momento di andare in macchina una vita di così intensa e grande umanità a favore degli altri; meglio di noi potranno farlo prossimamente coloro che gli sono stati vicini e l’hanno apprezzato. Anzi noi speriamo che subito qualcuno si accinga a descrivere questa testimonianza meravigliosa per la formazione delle generazioni future. Il prof. Bruna rappresentava un momento forte per il movimento giovanile biellese. Il suo gruppo comunitario “Ecco l’uomo” per molti anni portò un messaggio validissimo d’umanesimo cristiano. E chi lo guidava aveva la tempra, l’umiltà, la grandezza l’abnegazione dell’apostolo.

da Il Biellese, 24 agosto 1979

A un anno dalla morte, avvenuta ad Assisi il 26 (sic) agosto, mentre partecipava a un Corso indetto dalla Pro Civitate” non possiamo dimenticare quell’uomo che portò con sé, sempre in crescendo una nota di straordinario, nello spirituale. Il mio ricordo di lui è vivo e pieno di rimpianto per un disegno incompiuto, in una istanza interiore che gli affiorava fortissima, quella della vocazione sacerdotale. In quei giorni veniva a cercarmi in Seminario, ove prestavo servizio ai chierici; ci sedevamo in saletta per lunghi colloqui che diventavano rivelatori e di una sensibilità interiore finissima, si sentiva chiamato a una donazione totale a Dio diventando prete. Poichè già reduce da lunga esperienza vissuta nelle Associazioni giovanili e nella Scuola prevedeva, quasi come un dovere, il donarsi ai giovani in un modo ancora più definitivo. Comprendeva appieno come la vita consacrata con i voti portasse con sé la piena libertà della donazione e che il dettame evangelico sulla povertà dell’apostolo avrebbe potuto realizzarlo con sicurezza nella vita dell’umile prete di periferia, immerso nella realtà degli uomini viventi insieme; era la sua la stessa vocazione di tutte le vocazioni adulte ove una riserva incalcolabile per la chiesa del domani esiste; quante anime, con nostalgie profonde di bene, non trovano chi apra la strada e faciliti l’adempimento!

Forse l’essere morto in Assisi voleva essere rivelazione dell’autentico Pier Carlo Bruna: anche Francesco era morto in Assisi ed era una vocazione adulta, aveva appreso la conoscenza di Dio e delle anime dentro all’opera insostituibile dello Spirito Santo!

Noi, in questo anniversario, desideriamo ardentemente che Pier Carlo, in tutta la pienezza interiore, sia particolarmente vicino a tutte le anime tormentate da una chiamata vocazionale e sia ad essere di conforto nella Speranza!

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