{"id":4067,"date":"2015-12-15T06:05:13","date_gmt":"2015-12-15T06:05:13","guid":{"rendered":"http:\/\/parrocchievalleoropa.it\/?p=4067"},"modified":"2016-03-06T07:26:20","modified_gmt":"2016-03-06T07:26:20","slug":"catechesi-del-papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/?p=4067","title":{"rendered":"CATECHESI DEL PAPA"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row overlay_pattern_opacity=&#8221;50&#8243; full_page_width=&#8221;&#8221; toc_id=&#8221;&#8221; bg_image_fb=&#8221;&#8221; bg_image_repeat_fb=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_text_separator title=&#8221;Clicca sul titolo per aprire la lettera&#8221; title_align=&#8221;separator_align_right&#8221; color=&#8221;black&#8221; el_width=&#8221;100&#8243; el_align=&#8221;right&#8221;][vc_toggle title=&#8221;1. Perch\u00e9 un Giubileo della Misericordia&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1450158852471-d42d889a-088b&#8221;]<strong><em>PAPA FRANCESCO<br \/>\nUDIENZA GENERALE<br \/>\n<\/em><\/strong><em>Piazza San Pietro<br \/>\nMercoled\u00ec, 9 dicembre 2015<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ieri ho aperto qui, nella Basilica di San Pietro, la Porta Santa del Giubileo della Misericordia, dopo averla aperta gi\u00e0 nella Cattedrale di Bangui, in Centrafrica. Oggi vorrei riflettere insieme a voi sul significato di questo Anno Santo, rispondendo alla domanda: <em>perch\u00e9 un Giubileo della Misericordia? <\/em>Cosa significa questo?<\/p>\n<p>La Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario. Non dico: \u00e8 buono per la Chiesa questo momento straordinario. Dico: la Chiesa ha bisogno di questo momento straordinario. Nella nostra epoca di profondi cambiamenti, la Chiesa \u00e8 chiamata ad offrire il suo contributo peculiare, rendendo visibili i segni della presenza e della vicinanza di Dio. E il Giubileo \u00e8 un tempo favorevole per tutti noi, perch\u00e9 contemplando la Divina Misericordia, che supera ogni limite umano e risplende sull\u2019oscurit\u00e0 del peccato, possiamo diventare testimoni pi\u00f9 convinti ed efficaci.<\/p>\n<p>Volgere lo sguardo a Dio, Padre misericordioso, e ai fratelli bisognosi di misericordia, significa puntare l\u2019attenzione sul <em>contenuto essenziale del Vangelo<\/em>: Ges\u00f9, la Misericordia fatta carne, che rende visibile ai nostri occhi il grande mistero dell\u2019Amore trinitario di Dio. Celebrare un Giubileo della Misericordia equivale a mettere di nuovo al centro della nostra vita personale e delle nostre comunit\u00e0 lo specifico della fede cristiana, cio\u00e8 Ges\u00f9 Cristo, il Dio misericordioso.<\/p>\n<p>Un Anno Santo, dunque, per <em>vivere la misericordia<\/em>. S\u00ec, cari fratelli e sorelle, questo Anno Santo ci \u00e8 offerto per sperimentare nella nostra vita il tocco dolce e soave del perdono di Dio, la sua presenza accanto a noi e la sua vicinanza soprattutto nei momenti di maggiore bisogno.<\/p>\n<p>Questo Giubileo, insomma, \u00e8 un momento privilegiato perch\u00e9 la Chiesa impari a scegliere unicamente \u201c<em>ci\u00f2 che a Dio piace di pi\u00f9<\/em>\u201d. E, che cosa \u00e8 che \u201c<em>a Dio piace di pi\u00f9<\/em>\u201d? Perdonare i suoi figli, aver misericordia di loro, affinch\u00e9 anch\u2019essi possano a loro volta perdonare i fratelli, risplendendo come fiaccole della misericordia di Dio nel mondo. Questo \u00e8 quello che a Dio piace di pi\u00f9. Sant\u2019Ambrogio in un libro di teologia che aveva scritto su Adamo, prende la storia della creazione del mondo e dice che Dio ogni giorno, dopo aver fatto una cosa\u00a0 &#8211; la luna, il sole o gli animali \u2013 dice: \u201cE Dio vide che questo era buono\u201d. Ma quando ha fatto l\u2019uomo e la donna, la Bibbia dice: \u201cVide che questo era molto buono\u201d. Sant\u2019Ambrogio si domanda: \u201cMa perch\u00e9 dice \u201cmolto buono\u201d? Perch\u00e9 Dio \u00e8 tanto contento dopo la creazione dell\u2019uomo e della donna?\u201d. Perch\u00e9 alla fine aveva qualcuno da perdonare. \u00c8 bello questo: la gioia di Dio \u00e8 perdonare, l\u2019essere di Dio \u00e8 misericordia. Per questo in quest\u2019anno dobbiamo aprire i cuori, perch\u00e9 questo amore, questa gioia di Dio ci riempia tutti di questa misericordia. Il Giubileo sar\u00e0 un \u201ctempo favorevole\u201d per la Chiesa se impareremo a scegliere \u201c<em>ci\u00f2 che a Dio piace di pi\u00f9<\/em>\u201d, senza cedere alla tentazione di pensare che ci sia qualcos\u2019altro che \u00e8 pi\u00f9 importante o prioritario. Niente \u00e8 pi\u00f9 importante di scegliere \u201c<em>ci\u00f2 che a Dio piace di pi\u00f9<\/em>\u201d, cio\u00e8 la sua misericordia, il suo amore, la sua tenerezza, il suo abbraccio, le sue carezze!<\/p>\n<p>Anche la necessaria opera di rinnovamento delle istituzioni e delle strutture della Chiesa \u00e8 un mezzo che deve condurci a fare l\u2019esperienza viva e vivificante della misericordia di Dio che, sola, pu\u00f2 garantire alla Chiesa di essere quella citt\u00e0 posta sopra un monte che non pu\u00f2 rimanere nascosta (cfr <em>Mt<\/em> 5,14). Risplende soltanto una Chiesa misericordiosa! Se dovessimo, anche solo per un momento, dimenticare che la misericordia \u00e8 \u201c<em>quello che a Dio piace di pi\u00f9<\/em>\u201d, ogni nostro sforzo sarebbe vano, perch\u00e9 diventeremmo schiavi delle nostre istituzioni e delle nostre strutture, per quanto rinnovate possano essere. Ma saremmo sempre schiavi.<\/p>\n<p>\u00abSentire forte in noi la gioia di essere stati ritrovati da Ges\u00f9, che come Buon Pastore \u00e8 venuto a cercarci perch\u00e9 ci eravamo smarriti\u00bb (<em>Omelia nei Primi Vespri della Domenica della Divina Misericordia<\/em>, 11 aprile 2015): questo \u00e8 l\u2019obiettivo che la Chiesa si pone in questo Anno Santo. Cos\u00ec rafforzeremo in noi la certezza che la misericordia pu\u00f2 contribuire realmente all\u2019edificazione di un mondo pi\u00f9 umano. Specialmente in questi nostri tempi, in cui il perdono \u00e8 un ospite raro negli ambiti della vita umana, il richiamo alla misericordia si fa pi\u00f9 urgente, e questo in ogni luogo: nella societ\u00e0, nelle istituzioni, nel lavoro e anche nella famiglia.<\/p>\n<p>Certo, qualcuno potrebbe obiettare: \u201cMa, Padre, la Chiesa, in questo Anno, non dovrebbe fare qualcosa di pi\u00f9? \u00c8 giusto contemplare la misericordia di Dio, ma ci sono molti bisogni urgenti!\u201d. \u00c8 vero, c\u2019\u00e8 molto da fare, e io per primo non mi stanco di ricordarlo. Per\u00f2 bisogna tenere conto che, alla radice dell\u2019oblio della misericordia, c\u2019\u00e8 sempre <em>l\u2019amor proprio<\/em>. Nel mondo, questo prende la forma della ricerca esclusiva dei propri interessi, di piaceri e onori uniti al voler accumulare ricchezze, mentre nella vita dei cristiani si traveste spesso di ipocrisia e di mondanit\u00e0. Tutte queste cose sono contrarie alla misericordia. I moti dell\u2019amor proprio, che rendono straniera la misericordia nel mondo, sono talmente tanti e numerosi che spesso non siamo pi\u00f9 neppure in grado di riconoscerli come limiti e come peccato. Ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario riconoscere di essere peccatori, per rafforzare in noi la certezza della misericordia divina. \u201cSignore, io sono un peccatore; Signore, io sono una peccatrice: vieni con la tua misericordia\u201d. Questa \u00e8 una preghiera bellissima. \u00c8 una preghiera facile da dire tutti i giorni: \u201cSignore, io sono un peccatore; Signore, io sono una peccatrice: vieni con la tua misericordia\u201d.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, mi auguro che, in questo Anno Santo, ognuno di noi faccia esperienza della misericordia di Dio, per essere testimoni di \u201c<em>ci\u00f2 che a Lui piace di pi\u00f9<\/em>\u201d. \u00c8 da ingenui credere che questo possa cambiare il mondo? S\u00ec, umanamente parlando \u00e8 da folli, ma \u00abci\u00f2 che \u00e8 stoltezza di Dio \u00e8 pi\u00f9 sapiente degli uomini, e ci\u00f2 che \u00e8 debolezza di Dio \u00e8 pi\u00f9 forte degli uomini\u00bb (<em>1 Cor<\/em> 1,25).[\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;2. I Segni del Giubileo&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1451647816495-9fbeca0b-feac&#8221;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 16 dicembre 2015<\/p>\n<p><strong>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/strong><\/p>\n<p>Domenica scorsa \u00e8 stata aperta la Porta Santa nella Cattedrale di Roma, la Basilica di San Giovanni in Laterano, e si \u00e8 aperta una Porta della Misericordia nella Cattedrale di ogni diocesi del mondo, anche nei santuari e nelle chiese indicate dai vescovi. Il Giubileo \u00e8 in tutto il mondo, non soltanto a Roma. Ho desiderato che questo segno della Porta Santa fosse presente in ogni Chiesa particolare, perch\u00e9 il Giubileo della Misericordia possa diventare un\u2019esperienza condivisa da ogni persona. L\u2019Anno Santo, in questo modo, ha preso il via in tutta la Chiesa e viene celebrato in ogni diocesi come a Roma. Anche, la prima Porta Santa \u00e8 stata aperta proprio nel cuore dell\u2019Africa. E Roma, ecco, \u00e8 il segno visibile della comunione universale. Possa questa comunione ecclesiale diventare sempre pi\u00f9 intensa, perch\u00e9 la Chiesa sia nel mondo il segno vivo dell\u2019amore e della misericordia del Padre.<\/p>\n<p>Anche la data dell\u20198 dicembre ha voluto sottolineare questa esigenza, collegando, a 50 anni di distanza, l\u2019inizio del Giubileo con la conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II. In effetti, il Concilio ha contemplato e presentato la Chiesa alla luce del mistero della comunione. Sparsa in tutto il mondo e articolata in tante Chiese particolari, \u00e8 per\u00f2 sempre e solo l\u2019unica Chiesa di Ges\u00f9 Cristo, quella che Lui ha voluto e per la quale ha offerto S\u00e9 stesso. La Chiesa \u201cuna\u201d che vive della comunione stessa di Dio.<\/p>\n<p>Questo mistero di comunione, che rende la Chiesa segno dell\u2019amore del Padre, cresce e matura nel nostro cuore, quando l\u2019amore, che riconosciamo nella Croce di Cristo e in cui ci immergiamo, ci fa amare come noi stessi siamo amati da Lui. Si tratta di un Amore senza fine, che ha il volto del perdono e della misericordia.<\/p>\n<p>Per\u00f2 la misericordia e il perdono non devono rimanere belle parole, ma realizzarsi nella vita quotidiana. Amare e perdonare sono il segno concreto e visibile che la fede ha trasformato i nostri cuori e ci consente di esprimere in noi la vita stessa di Dio. Amare e perdonare come Dio ama e perdona. Questo \u00e8 un programma di vita che non pu\u00f2 conoscere interruzioni o eccezioni, ma ci spinge ad andare sempre oltre senza mai stancarci, con la certezza di essere sostenuti dalla presenza paterna di Dio.<\/p>\n<p>Questo grande segno della vita cristiana si trasforma poi in tanti altri segni che sono caratteristici del Giubileo. Penso a quanti attraverseranno una delle Porte Sante, che in questo Anno sono vere Porte della Misericordia. La Porta indica Ges\u00f9 stesso che ha detto: \u00abIo sono la porta: se uno entra attraverso di me, sar\u00e0 salvato; entrer\u00e0 e uscir\u00e0 e trover\u00e0 pascolo\u00bb (Gv 10,9). Attraversare la Porta Santa \u00e8 il segno della nostra fiducia nel Signore Ges\u00f9 che non \u00e8 venuto per giudicare, ma per salvare (cfr Gv 12,47). State attenti che non ci sia qualcuno un po\u2019 svelto o troppo furbo che vi dica che si deve pagare: no! La salvezza non si paga. La salvezza non si compra. La Porta \u00e8 Ges\u00f9, e Ges\u00f9 \u00e8 gratis! Lui stesso parla di quelli che fanno entrare non come si deve, e semplicemente dice che sono ladri e briganti. Ancora, state attenti: la salvezza \u00e8 gratis. Attraversare la Porta Santa \u00e8 segno di una vera conversione del nostro cuore. Quando attraversiamo quella Porta \u00e8 bene ricordare che dobbiamo tenere spalancata anche la porta del nostro cuore. Io sto davanti alla Porta Santa e chiedo: \u201cSignore, aiutami a spalancare la porta del mio cuore!\u201d. Non avrebbe molta efficacia l\u2019Anno Santo se la porta del nostro cuore non lasciasse passare Cristo che ci spinge ad andare verso gli altri, per portare Lui e il suo amore. Dunque, come la Porta Santa rimane aperta, perch\u00e9 \u00e8 il segno dell\u2019accoglienza che Dio stesso ci riserva, cos\u00ec anche la nostra porta, quella del cuore, sia sempre spalancata per non escludere nessuno. Neppure quello o quella che mi d\u00e0 fastidio: nessuno.<\/p>\n<p>Un segno importante del Giubileo \u00e8 anche la Confessione. Accostarsi al Sacramento con il quale veniamo riconciliati con Dio equivale a fare esperienza diretta della sua misericordia. E\u2019 trovare il Padre che perdona: Dio perdona tutto. Dio ci comprende anche nei nostri limiti, ci comprende anche nelle nostre contraddizioni. Non solo, Egli con il suo amore ci dice che proprio quando riconosciamo i nostri peccati ci \u00e8 ancora pi\u00f9 vicino e ci sprona a guardare avanti. Dice di pi\u00f9: che quando riconosciamo i nostri peccati e chiediamo perdono, c\u2019\u00e8 festa nel Cielo. Ges\u00f9 fa festa: questa \u00e8 la Sua misericordia: non scoraggiamoci. Avanti, avanti con questo!<\/p>\n<p>Quante volte mi sono sentito dire: \u201cPadre, non riesco a perdonare il vicino, il compagno di lavoro, la vicina, la suocera, la cognata\u201d. Tutti abbiamo sentito questo: \u201cNon riesco a perdonare\u201d. Ma come si pu\u00f2 chiedere a Dio di perdonare noi, se poi noi non siamo capaci di perdono? E perdonare \u00e8 una cosa grande, eppure non \u00e8 facile, perdonare, perch\u00e9 il nostro cuore \u00e8 povero e con le sue sole forze non ce la pu\u00f2 fare. Se per\u00f2 ci apriamo ad accogliere la misericordia di Dio per noi, a nostra volta diventiamo capaci di perdono. Tante volte io ho sentito dire: \u201cMa, quella persona io non la potevo vedere: la odiavo. Ma un giorno, mi sono avvicinato al Signore e Gli ho chiesto perdono dei miei peccati, e anche ho perdonato quella persona\u201d. Queste sono cose di tutti i giorni. E abbiamo vicino a noi questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Pertanto, coraggio! Viviamo il Giubileo iniziando con questi segni che comportano una grande forza di amore. Il Signore ci accompagner\u00e0 per condurci a fare esperienza di altri segni importanti per la nostra vita. Coraggio e avanti![\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;3. Il Natale del Giubileo della Misericordia&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1451647723515-ab7b87bc-e9f5&#8243;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 30 dicembre 2015<\/p>\n<p><strong><em>Fratelli e sorelle, buongiorno!<\/em><\/strong><\/p>\n<p>In questi giorni natalizi ci viene posto dinanzi il Bambino Ges\u00f9. Sono sicuro che nelle nostre case ancora tante famiglie hanno fatto il presepe, portando avanti questa bella tradizione che risale a san Francesco d\u2019Assisi e che mantiene vivo nei nostri cuori il mistero di Dio che si fa uomo.<\/p>\n<p>La devozione a Ges\u00f9 Bambino \u00e8 molto diffusa. Tanti santi e sante l\u2019hanno coltivata nella loro preghiera quotidiana, e hanno desiderato modellare la loro vita su quella di Ges\u00f9 Bambino. Penso, in particolare asanta Teresa di Lisieux, che come monaca carmelitana ha portato il nome di Teresa di Ges\u00f9 Bambino e del Volto Santo. Lei \u2013 che \u00e8 anche Dottore della Chiesa \u2013 ha saputo vivere e testimoniare quell\u2019\u201cinfanzia spirituale\u201d che si assimila proprio meditando, alla scuola della Vergine Maria, l\u2019umilt\u00e0 di Dio che per noi si \u00e8 fatto piccolo. E questo \u00e8 un mistero grande, Dio \u00e8 umile! Noi che siamo orgogliosi, pieni di vanit\u00e0 e ci crediamo grande cosa, siamo niente! Lui, il grande, \u00e8 umile e si fa bambino. Questo \u00e8 un vero mistero! Dio \u00e8 umile. Questo \u00e8 bello!<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un tempo in cui, nella Persona divino-umana di Cristo, Dio \u00e8 stato un bambino, e questo deve avere un suo significato peculiare per la nostra fede. E\u2019 vero che la sua morte in croce e la sua risurrezione sono la massima espressione del suo amore redentore, per\u00f2 non dimentichiamo che tutta la sua vita terrena \u00e8 rivelazione e insegnamento. Nel periodo natalizio ricordiamo la sua infanzia. Per crescere nella fede avremmo bisogno di contemplare pi\u00f9 spesso Ges\u00f9 Bambino. Certo, non conosciamo nulla di questo suo periodo. Le rare indicazioni che possediamo fanno riferimento all\u2019imposizione del nome dopo otto giorni dalla sua nascita e alla presentazione al Tempio (cfr <em>Lc<\/em> 2,21-28); e inoltre alla visita dei Magi con la conseguente fuga in Egitto (cfr <em>Mt<\/em> 2,1-23). Poi, c\u2019\u00e8 un grande salto fino ai dodici anni, quando con Maria e Giuseppe va in pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, e invece di ritornare con i suoi genitori si ferma nel Tempio a parlare con i dottori della legge.<\/p>\n<p>Come si vede, sappiamo poco di Ges\u00f9 Bambino, ma possiamo imparare molto da Lui se guardiamo alla vita dei bambini. \u00c8 una bella abitudine che i genitori, i nonni hanno, quella di guardare ai bambini, cosa fanno.<\/p>\n<p>Scopriamo, anzitutto, che i bambini vogliono la nostra attenzione. Loro devono stare al centro perch\u00e9? Perch\u00e9 sono orgogliosi? No! Perch\u00e9 hanno bisogno di sentirsi protetti. E\u2019 necessario anche per noi porre al centro della nostra vita Ges\u00f9 e sapere, anche se pu\u00f2 sembrare paradossale, che abbiamo la responsabilit\u00e0 di proteggerlo. Vuole stare tra le nostre braccia, desidera essere accudito e poter fissare il suo sguardo nel nostro. Inoltre, far sorridere Ges\u00f9 Bambino per dimostrargli il nostro amore e la nostra gioia perch\u00e9 Lui \u00e8 in mezzo a noi. Il suo sorriso \u00e8 segno dell\u2019amore che ci d\u00e0 certezza di essere amati. I bambini, infine, amano giocare. Far giocare un bambino, per\u00f2, significa abbandonare la nostra logica per entrare nella sua. Se vogliamo che si diverta \u00e8 necessario capire cosa piace a lui, e non essere egoisti e far fare loro le cose che piacciono a noi. E\u2019 un insegnamento per noi. Davanti a Ges\u00f9 siamo chiamati ad abbandonare la nostra pretesa di autonomia \u2013 e questo \u00e8 il nocciolo del problema: la nostra pretesa di autonomia -, per accogliere invece la vera forma di libert\u00e0, che consiste nel conoscere chi abbiamo dinanzi e servirlo. Lui, bambino, \u00e8 il Figlio di Dio che viene a salvarci. E\u2019 venuto tra di noi per mostrarci il volto del Padre ricco di amore e di misericordia. Stringiamo, dunque, tra le nostre braccia il Bambino Ges\u00f9, mettiamoci al suo servizio: Lui \u00e8 fonte di amore e di serenit\u00e0. E sar\u00e0 una bella cosa, oggi, quando torniamo a casa, andare vicino al presepe e baciare il Bambino Ges\u00f9 e dire: \u201cGes\u00f9, io voglio essere umile come te, umile come Dio\u201d, e chiedergli questa grazia.[\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;4. Il Nome di Dio \u00e8 il Misericordioso&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1452760955816-aa412a9c-25df&#8221;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 13 Gennaio 2016<\/p>\n<p><strong><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Oggi iniziamo le catechesi sulla <em>misericordia secondo la prospettiva biblica<\/em>, cos\u00ec da imparare la misericordia ascoltando quello che Dio stesso ci insegna con la sua Parola. Iniziamo dall\u2019<em>Antico Testamento<\/em>, che ci prepara e ci conduce alla rivelazione piena di Ges\u00f9 Cristo, nel quale in modo compiuto si rivela la misericordia del Padre.<\/p>\n<p>Nella Sacra Scrittura, il Signore \u00e8 presentato come \u201c<em>Dio misericordioso<\/em>\u201d. \u00c8 questo il suo nome, attraverso cui Egli ci rivela, per cos\u00ec dire, il suo volto e il suo cuore. Egli stesso, come narra il Libro dell\u2019Esodo, rivelandosi a Mos\u00e8 si autodefinisce cos\u00ec: \u00ab<em>Il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all\u2019ira e ricco di amore e di fedelt\u00e0<\/em>\u00bb (34,6). Anche in altri testi ritroviamo questa formula, con qualche variante, ma sempre l\u2019insistenza \u00e8 posta sulla misericordia e sull\u2019amore di Dio che non si stanca mai di perdonare (cfr<em>Gn<\/em> 4,2; <em>Gl<\/em> 2,13; <em>Sal<\/em> 86,15; 103,8; 145,8; <em>Ne<\/em> 9,17). Vediamo insieme, una per una, queste parole della Sacra Scrittura che ci parlano di Dio.<\/p>\n<p>Il Signore \u00e8 \u201c<em>misericordioso<\/em>\u201d: questa parola evoca un atteggiamento di tenerezza come quello di una madre nei confronti del figlio. Infatti, il termine ebraico usato dalla Bibbia fa pensare alle viscere o anche al grembo materno. Perci\u00f2, l\u2019immagine che suggerisce \u00e8 quella di un Dio che <em>si commuove e si intenerisce per noi<\/em> come una madre quando prende in braccio il suo bambino, desiderosa solo di amare, proteggere, aiutare, pronta a donare tutto, anche s\u00e9 stessa. Questa \u00e8 l\u2019immagine che suggerisce questo termine. Un amore, dunque, che si pu\u00f2 definire in senso buono \u201cviscerale\u201d.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 scritto che il Signore \u00e8 \u201c<em>pietoso<\/em>\u201d, nel senso che fa grazia, ha compassione e, nella sua grandezza, si china su chi \u00e8 debole e povero, <em>sempre pronto ad accogliere, a comprendere, a perdonare<\/em>. \u00c8 come il padre della parabola riportata dal Vangelo di Luca (cfr <em>Lc<\/em> 15,11-32): un padre che non si chiude nel risentimento per l\u2019abbandono del figlio minore, ma al contrario continua ad aspettarlo &#8211; lo ha generato &#8211; , e poi gli corre incontro e lo abbraccia, non gli lascia neppure finire la sua confessione &#8211; come se gli coprisse la bocca -, tanto \u00e8 grande l\u2019amore e la gioia per averlo ritrovato; e poi va anche a chiamare il figlio maggiore, che \u00e8 sdegnato e non vuole far festa, il figlio che \u00e8 rimasto sempre a casa ma vivendo come un servo pi\u00f9 che come un figlio, e pure su di lui il padre si china, lo invita ad entrare, cerca di aprire il suo cuore all\u2019amore, perch\u00e9 nessuno rimanga escluso dalla festa della misericordia. La misericordia \u00e8 una festa!<\/p>\n<p>Di questo Dio misericordioso \u00e8 detto anche che \u00e8 \u201c<em>lento all\u2019ira<\/em>\u201d, letteralmente, \u201clungo di respiro\u201d, cio\u00e8 con il <em>respiro ampio della longanimit\u00e0 e della capacit\u00e0 di sopportare<\/em>. Dio sa attendere, i suoi tempi non sono quelli impazienti degli uomini; Egli \u00e8 come il saggio agricoltore che sa aspettare, lascia tempo al buon seme di crescere, malgrado la zizzania (cfr <em>Mt<\/em> 13,24-30).<\/p>\n<p>E infine, il Signore si proclama \u201c<em>grande nell\u2019amore e nella fedelt\u00e0<\/em>\u201d. Com\u2019\u00e8 bella questa definizione di Dio! Qui c\u2019\u00e8 tutto. Perch\u00e9 Dio \u00e8 grande e potente, ma questa grandezza e potenza si dispiegano nell\u2019amarci, noi cos\u00ec piccoli, cos\u00ec incapaci. La parola \u201c<em>amore<\/em>\u201d, qui utilizzata, indica <em>l\u2019affetto, la grazia, la bont\u00e0<\/em>. Non \u00e8 l\u2019amore da telenovela&#8230; \u00c8 l\u2019amore che fa il primo passo, che non dipende dai meriti umani ma da un\u2019immensa gratuit\u00e0. \u00c8 la sollecitudine divina che niente pu\u00f2 fermare, neppure il peccato, perch\u00e9 sa andare al di l\u00e0 del peccato, vincere il male e perdonarlo.<\/p>\n<p>Una \u201c<em>fedelt\u00e0<\/em>\u201d senza limiti: ecco l\u2019ultima parola della rivelazione di Dio a Mos\u00e8. La fedelt\u00e0 di Dio non viene mai meno, perch\u00e9 il Signore \u00e8 il Custode che, come dice il Salmo, non si addormenta ma vigila continuamente su di noi per portarci alla vita:<\/p>\n<p>\u00abNon lascer\u00e0 vacillare il tuo piede,<br \/>\nnon si addormenter\u00e0 il tuo custode.<br \/>\nNon si addormenter\u00e0, non prender\u00e0 sonno<br \/>\nil custode d\u2019Israele.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nIl Signore ti custodir\u00e0 da ogni male:<br \/>\negli custodir\u00e0 la tua vita.<br \/>\nIl Signore ti custodir\u00e0 quando esci e quando entri,<br \/>\nda ora e per sempre\u00bb (121,3-4.7-8).<\/p>\n<p>E questo Dio misericordioso \u00e8 fedele nella sua misericordia e San Paolo dice una cosa bella: se tu non Gli sei fedele, Lui rimarr\u00e0 fedele perch\u00e9 non pu\u00f2 rinnegare se stesso. La fedelt\u00e0 nella misericordia \u00e8 proprio l\u2019essere di Dio. E per questo Dio \u00e8 totalmente e sempre affidabile. Una presenza solida e stabile. \u00c8 questa la certezza della nostra fede. E allora, in questo Giubileo della Misericordia, affidiamoci totalmente a Lui, e sperimentiamo la gioia di essere amati da questo \u201cDio misericordioso e pietoso, lento all\u2019ira e grande nell\u2019amore e nella fedelt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>[\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;5. Dio ascolta il grido e fa alleanza&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1454004341752-497e4695-263e&#8221;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 27 Gennaio 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nella Sacra Scrittura, la misericordia di Dio \u00e8 presente lungo tutta la storia del popolo d\u2019Israele.<\/p>\n<p>Con la sua misericordia, il Signore accompagna il cammino dei Patriarchi, dona loro dei figli malgrado la condizione di sterilit\u00e0, li conduce per sentieri di grazia e di riconciliazione, come dimostra la storia di Giuseppe e dei suoi fratelli (cfr <em>Gen<\/em> 37-50). E penso ai tanti fratelli che sono allontanati in una famiglia e non si parlano. Ma quest\u2019Anno della Misericordia \u00e8 una buona occasione per ritrovarsi, abbracciarsi e perdonarsi e dimenticare le cose brutte. Ma, come sappiamo, in Egitto la vita per il popolo si fa dura. Ed \u00e8 proprio quando gli Israeliti stanno per soccombere, che il Signore interviene e opera la salvezza.<\/p>\n<p>Si legge nel Libro dell\u2019Esodo: \u00abDopo molto tempo il re d\u2019Egitto mor\u00ec. Gli Israeliti gemettero per la loro schiavit\u00f9, alzarono grida di lamento e il loro grido dalla schiavit\u00f9 sal\u00ec a Dio. Dio ascolt\u00f2 il loro lamento, Dio si ricord\u00f2 della sua alleanza con Abramo, Isacco e Giacobbe. Dio guard\u00f2 la condizione degli Israeliti, Dio se ne prese cura\u00bb (2,23-25). La misericordia non pu\u00f2 rimanere indifferente davanti alla sofferenza degli oppressi, al grido di chi \u00e8 sottoposto a violenza, ridotto in schiavit\u00f9, condannato a morte. E\u2019 una dolorosa realt\u00e0 che affligge ogni epoca, compresa la nostra, e che fa sentire spesso impotenti, tentati di indurire il cuore e pensare ad altro. Dio invece \u00abnon \u00e8 indifferente\u00bb (<em>Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2016<\/em>, 1), non distoglie mai lo sguardo dal dolore umano. Il Dio di misericordia risponde e si prende cura dei poveri, di coloro che gridano la loro disperazione. Dio ascolta e interviene per salvare, suscitando uomini capaci di sentire il gemito della sofferenza e di operare in favore degli oppressi.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che comincia la storia di Mos\u00e8 come mediatore di liberazione per il popolo. Egli affronta il Faraone per convincerlo a lasciare partire Israele; e poi guider\u00e0 il popolo, attraverso il Mar Rosso e il deserto, verso la libert\u00e0. Mos\u00e8, che la misericordia divina ha salvato appena nato dalla morte nelle acque del Nilo, si fa mediatore di quella stessa misericordia, permettendo al popolo di nascere alla libert\u00e0 salvato dalle acque del Mar Rosso. E anche noi in quest\u2019Anno della Misericordia possiamo fare questo lavoro di essere mediatori di misericordia con le opere di misericordia per avvicinare, per dare sollievo, per fare unit\u00e0. Tante cose buone si possono fare.<\/p>\n<p>La misericordia di Dio agisce sempre per salvare. \u00c8 tutto il contrario dell\u2019opera di quelli che agiscono sempre per uccidere: ad esempio quelli che fanno le guerre. Il Signore, mediante il suo servo Mos\u00e8, guida Israele nel deserto come fosse un figlio, lo educa alla fede e fa alleanza con lui, creando un legame d\u2019amore fortissimo, come quello del padre con il figlio e dello sposo con la sposa.<\/p>\n<p>A tanto giunge la misericordia divina. Dio propone un rapporto d\u2019amore particolare, esclusivo, privilegiato. Quando d\u00e0 istruzioni a Mos\u00e8 riguardo all\u2019alleanza, dice: \u00abSe darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una propriet\u00e0 particolare tra tutti i popoli; mia infatti \u00e8 tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa\u00bb (<em>Es<\/em> 19,5-6).<\/p>\n<p>Certo, Dio possiede gi\u00e0 tutta la terra perch\u00e9 l\u2019ha creata; ma il popolo diventa per Lui un possesso diverso, speciale: la sua personale \u201criserva di oro e argento\u201d come quella che il re Davide affermava di aver donato per la costruzione del Tempio.<\/p>\n<p>Ebbene, tali noi diventiamo per Dio accogliendo la sua alleanza e lasciandoci salvare da Lui. La misericordia del Signore rende l\u2019uomo prezioso, come una ricchezza personale che Gli appartiene, che Egli custodisce e in cui si compiace.<\/p>\n<p>Sono queste le meraviglie della misericordia divina, che giunge a pieno compimento nel Signore Ges\u00f9, in quella \u201cnuova ed eterna alleanza\u201d consumata nel suo sangue, che con il perdono distrugge il nostro peccato e ci rende definitivamente figli di Dio (cfr <em>1 Gv<\/em> 3,1), gioielli preziosi nelle mani del Padre buono e misericordioso. E se noi siamo figli di Dio e abbiamo la possibilit\u00e0 di aver questa eredit\u00e0 &#8211; quella della bont\u00e0 e della misericordia &#8211; in confronto con gli altri, chiediamo al Signore che in quest\u2019Anno della Misericordia anche noi facciamo cose di misericordia; apriamo il nostro cuore per arrivare a tutti con le opere di misericordia, l\u2019eredit\u00e0 misericordiosa che Dio Padre ha avuto con noi.[\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;6. Misericordia e Giustizia&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1454618208431-edb5c6e0-f5a5&#8243;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 3 Febbraio 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno,<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La Sacra Scrittura ci presenta Dio come misericordia infinita, ma anche come giustizia perfetta. Come conciliare le due cose? Come si articola la realt\u00e0 della misericordia con le esigenze della giustizia? Potrebbe sembrare che siano due realt\u00e0 che si contraddicono; in realt\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 \u00e8 proprio la misericordia di Dio che porta a compimento la vera giustizia. Ma di quale giustizia si tratta?<\/p>\n<p>Se pensiamo all\u2019amministrazione legale della giustizia, vediamo che chi si ritiene vittima di un sopruso si rivolge al giudice in tribunale e chiede che venga fatta giustizia. Si tratta di una giustizia retributiva, che infligge una pena al colpevole, secondo il principio che a ciascuno deve essere dato ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto. Come recita il libro dei Proverbi: \u00abChi pratica la giustizia \u00e8 destinato alla vita, ma chi persegue il male \u00e8 destinato alla morte\u00bb (11,19). Anche Ges\u00f9 ne parla nella parabola della vedova che andava ripetutamente dal giudice e gli chiedeva: \u00abFammi giustizia contro il mio avversario\u00bb (<em>Lc<\/em> 18,3).<\/p>\n<p>Questa strada per\u00f2 non porta ancora alla vera giustizia perch\u00e9 in realt\u00e0 non vince il male, ma semplicemente lo argina. \u00c8 invece solo rispondendo ad esso con il bene che il male pu\u00f2 essere veramente vinto.<\/p>\n<p>Ecco allora un altro modo di fare giustizia che la Bibbia ci presenta come strada maestra da percorrere. Si tratta di un procedimento che evita il ricorso al tribunale e prevede che la vittima si rivolga direttamente al colpevole per invitarlo alla conversione, aiutandolo a capire che sta facendo il male, appellandosi alla sua coscienza. In questo modo, finalmente ravveduto e riconoscendo il proprio torto, egli pu\u00f2 aprirsi al perdono che la parte lesa gli sta offrendo. E questo \u00e8 bello: a seguito della persuasione di ci\u00f2 che \u00e8 male, il cuore si apre al perdono, che gli viene offerto. \u00c8 questo il modo di risolvere i contrasti all\u2019interno delle famiglie, nelle relazioni tra sposi o tra genitori e figli, dove l\u2019offeso ama il colpevole e desidera salvare la relazione che lo lega all\u2019altro. Non tagliare quella relazione, quel rapporto.<\/p>\n<p>Certo, questo \u00e8 un cammino difficile. Richiede che chi ha sub\u00ecto il torto sia pronto a perdonare e desideri la salvezza e il bene di chi lo ha offeso. Ma solo cos\u00ec la giustizia pu\u00f2 trionfare, perch\u00e9, se il colpevole riconosce il male fatto e smette di farlo, ecco che il male non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, e colui che era ingiusto diventa giusto, perch\u00e9 perdonato e aiutato a ritrovare la via del bene. E qui c\u2019entra proprio il perdono, la misericordia.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che Dio agisce nei confronti di noi peccatori. Il Signore continuamente ci offre il suo perdono e ci aiuta ad accoglierlo e a prendere coscienza del nostro male per potercene liberare. Perch\u00e9 Dio non vuole la nostra condanna, ma la nostra salvezza. Dio non vuole la condanna di nessuno! Qualcuno di voi potr\u00e0 farmi la domanda: \u201cMa Padre, la condanna di Pilato se la meritava? Dio la voleva?\u201d \u2013 No! Dio voleva salvare Pilato e anche Giuda, tutti! Lui il Signore della misericordia vuole salvare tutti!. Il problema \u00e8 lasciare che Lui entri nel cuore. Tutte le parole dei profeti sono un appello appassionato e pieno di amore che ricerca la nostra conversione. Ecco cosa il Signore dice attraverso il profeta Ezechiele: \u00abForse che io ho piacere della morte del malvagio [\u2026] o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?\u00bb (18,23; cfr 33,11), quello che piace a Dio!<\/p>\n<p>E questo \u00e8 il cuore di Dio, un cuore di Padre che ama e vuole che i suoi figli vivano nel bene e nella giustizia, e perci\u00f2 vivano in pienezza e siano felici. Un cuore di Padre che va al di l\u00e0 del nostro piccolo concetto di giustizia per aprirci agli orizzonti sconfinati della sua misericordia. Un cuore di Padre che non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe, come dice il Salmo (103,9-10). E precisamente \u00e8 un cuore di padre che noi vogliamo incontrare quando andiamo nel confessionale. Forse ci dir\u00e0 qualcosa per farci capire meglio il male, ma nel confessionale tutti andiamo a trovare un padre che ci aiuti a cambiare vita; un padre che ci dia la forza di andare avanti; un padre che ci perdoni in nome di Dio. E per questo essere confessori \u00e8 una responsabilit\u00e0 tanto grande, perch\u00e9 quel figlio, quella figlia che viene da te cerca soltanto di trovare un padre. E tu, prete, che sei l\u00ec nel confessionale, tu stai l\u00ec al posto del Padre che fa giustizia con la sua misericordia.<\/p>\n<p>[\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;7. Il Giubileo nella Bibbia. Giustizia e condivisione&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1455174723582-987044cb-b25c&#8221;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 10 Febbraio 2016<\/p>\n<p><strong><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buon cammino di Quaresima!<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 bello e anche significativo avere questa udienza proprio in questo Mercoled\u00ec delle Ceneri. Incominciamo il cammino della Quaresima, e oggi ci soffermiamo sull\u2019antica istituzione del \u201cgiubileo\u201d; \u00e8 una cosa antica, attestata nella Sacra Scrittura. La troviamo in particolare nel Libro del Levitico, che la presenta come un momento culminante della vita religiosa e sociale del popolo d\u2019Israele.<\/p>\n<p>Ogni 50 anni, \u00abnel giorno dell\u2019espiazione\u00bb (<em>Lv<\/em> 25,9), quando la misericordia del Signore veniva invocata su tutto il popolo, il suono del corno annunciava un grande evento di liberazione. Leggiamo infatti nel libro del Levitico: \u00abDichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sar\u00e0 per voi un giubileo; ognuno di voi torner\u00e0 nella sua propriet\u00e0 e nella sua famiglia [\u2026] In quest\u2019anno del giubileo ciascuno torner\u00e0 nella sua propriet\u00e0\u00bb (25,10.13). Secondo queste disposizioni, se qualcuno era stato costretto a vendere la sua terra o la sua casa, nel giubileo poteva rientrarne in possesso; e se qualcuno aveva contratto debiti e, impossibilitato a pagarli, fosse stato costretto a mettersi al servizio del creditore, poteva tornarsene libero alla sua famiglia e riavere tutte le propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Era una specie di \u201ccondono generale\u201d, con cui si permetteva a tutti di tornare nella situazione originaria, con la cancellazione di ogni debito, la restituzione della terra, e la possibilit\u00e0 di godere di nuovo della libert\u00e0 propria dei membri del popolo di Dio. Un popolo \u201csanto\u201d, dove prescrizioni come quella del giubileo servivano a combattere la povert\u00e0 e la disuguaglianza, garantendo una vita dignitosa per tutti e un\u2019equa distribuzione della terra su cui abitare e da cui trarre sostentamento. L\u2019idea centrale \u00e8 che la terra appartiene originariamente a Dio ed \u00e8 stata affidata agli uomini (cfr <em>Gen<\/em> 1,28-29), e perci\u00f2 nessuno pu\u00f2 arrogarsene il possesso esclusivo, creando situazioni di disuguaglianza. Questo, oggi, possiamo pensarlo e ripensarlo; ognuno nel suo cuore pensi se ha troppe cose. Ma perch\u00e9 non lasciare a quelli che non hanno niente? Il dieci per cento, il cinquanta per cento\u2026 Io dico: che lo Spirito Santo ispiri ognuno di voi.<\/p>\n<p>Con il giubileo, chi era diventato povero ritornava ad avere il necessario per vivere, e chi era diventato ricco restituiva al povero ci\u00f2 che gli aveva preso. Il fine era una societ\u00e0 basata sull\u2019uguaglianza e la solidariet\u00e0, dove la libert\u00e0, la terra e il denaro ridiventassero un bene per tutti e non solo per alcuni, come accade adesso, se non sbaglio\u2026 Pi\u00f9 o meno, le cifre non sono sicure, ma l\u2019ottanta per cento delle ricchezze dell\u2019umanit\u00e0 sono nelle mani di meno del venti per cento della popolazione. \u00c8 un giubileo \u2013 e questo lo dico ricordando la nostra storia di salvezza \u2013 per convertirsi, perch\u00e9 il nostro cuore diventi pi\u00f9 grande, pi\u00f9 generoso, pi\u00f9 figlio di Dio, con pi\u00f9 amore. Vi dico una cosa: se questo desiderio, se il giubileo non arriva alle tasche, non \u00e8 un vero giubileo. Avete capito? E questo \u00e8 nella Bibbia! Non lo inventa questo Papa: \u00e8 nella Bibbia. Il fine \u2013 come ho detto \u2013 era una societ\u00e0 basata sull\u2019uguaglianza e la solidariet\u00e0, dove la libert\u00e0, la terra e il denaro diventassero un bene per tutti e non per alcuni. Infatti il giubileo aveva la funzione di aiutare il popolo a vivere una fraternit\u00e0 concreta, fatta di aiuto reciproco. Possiamo dire che il giubileo biblico era un \u201cgiubileo di misericordia\u201d, perch\u00e9 vissuto nella ricerca sincera del bene del fratello bisognoso.<\/p>\n<p>Nella stessa linea, anche altre istituzioni e altre leggi governavano la vita del popolo di Dio, perch\u00e9 si potesse sperimentare la misericordia del Signore attraverso quella degli uomini. In quelle norme troviamo indicazioni valide anche oggi, che fanno riflettere. Ad esempio, la legge biblica prescriveva il versamento delle \u201cdecime\u201d che venivano destinate ai Leviti, incaricati del culto, i quali erano senza terra, e ai poveri, agli orfani, alle vedove (cfr <em>Dt<\/em> 14,22-29). Si prevedeva cio\u00e8 che la decima parte del raccolto, o dei proventi di altre attivit\u00e0, venisse data a coloro che erano senza protezione e in stato di necessit\u00e0, cos\u00ec da favorire condizioni di relativa uguaglianza all\u2019interno di un popolo in cui tutti dovevano comportarsi da fratelli.<\/p>\n<p>C\u2019era anche la legge concernente le \u201cprimizie\u201d. Che cos\u2019\u00e8 questo? La prima parte del raccolto, la parte pi\u00f9 preziosa, doveva essere condivisa con i Leviti e gli stranieri (cfr <em>Dt<\/em> 18,4-5; 26,1-11), che non possedevano campi, cos\u00ec che anche per loro la terra fosse fonte di nutrimento e di vita. \u00abLa terra \u00e8 mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti\u00bb, dice il Signore (<em>Lv<\/em>25,23). Siamo tutti ospiti del Signore, in attesa della patria celeste (cfr <em>Eb<\/em> 11,13-16; <em>1Pt<\/em> 2,11), chiamati a rendere abitabile e umano il mondo che ci accoglie. E quante \u201cprimizie\u201d chi \u00e8 pi\u00f9 fortunato potrebbe donare a chi \u00e8 in difficolt\u00e0! Quante primizie! Primizie non solo dei frutti dei campi, ma di ogni altro prodotto del lavoro, degli stipendi, dei risparmi, di tante cose che si possiedono e che a volte si sprecano. Questo succede anche oggi. Nell\u2019Elemosineria apostolica arrivano tante lettere con un po\u2019 di denaro: \u201cQuesta \u00e8 una parte del mio stipendio per aiutare altri\u201d. E questo \u00e8 bello; aiutare gli altri, le istituzioni di beneficenza, gli ospedali, le case di riposo\u2026; dare anche ai forestieri, quelli che sono stranieri e sono di passaggio. Ges\u00f9 \u00e8 stato di passaggio in Egitto.<\/p>\n<p>E proprio pensando a questo, la Sacra Scrittura esorta con insistenza a rispondere generosamente alle richieste di prestiti, senza fare calcoli meschini e senza pretendere interessi impossibili: \u00abSe il tuo fratello che \u00e8 presso di te cade in miseria ed \u00e8 privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e ospite, perch\u00e9 possa vivere presso di te. Non prendere da lui interessi, n\u00e9 utili; ma temi il tuo Dio e fa\u2019 vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il denaro a interesse, n\u00e9 gli darai il vitto ad usura\u00bb (<em>Lv<\/em> 25,35-37). Questo insegnamento \u00e8 sempre attuale. Quante famiglie sono sulla strada, vittime dell\u2019usura! Per favore preghiamo, perch\u00e9 in questo giubileo il Signore tolga dal cuore di tutti noi questa voglia di avere di pi\u00f9, l\u2019usura. Che si ritorni ad essere generosi, grandi. Quante situazioni di usura siamo costretti a vedere e quanta sofferenza e angoscia portano alle famiglie! E tante volte, nella disperazione, quanti uomini finiscono nel suicidio perch\u00e9 non ce la fanno e non hanno la speranza, non hanno la mano tesa che li aiuti; soltanto la mano che viene a fargli pagare gli interessi. \u00c8 un grave peccato l\u2019usura, \u00e8 un peccato che grida al cospetto di Dio. Il Signore invece ha promesso la sua benedizione a chi apre la mano per dare con larghezza (cfr <em>Dt<\/em> 15,10). Lui ti dar\u00e0 il doppio, forse non in soldi ma in altre cose, ma il Signore ti dar\u00e0 sempre il doppio.<\/p>\n<p>Cari fratelli e sorelle, il messaggio biblico \u00e8 molto chiaro: aprirsi con coraggio alla condivisione, e questo \u00e8 misericordia! E se noi vogliamo misericordia da Dio incominciamo a farla noi. \u00c8 questo: incominciamo a farla noi tra concittadini, tra famiglie, tra popoli, tra continenti. Contribuire a realizzare una terra senza poveri vuol dire costruire societ\u00e0 senza discriminazioni, basate sulla solidariet\u00e0 che porta a condividere quanto si possiede, in una ripartizione delle risorse fondata sulla fratellanza e sulla giustizia. Grazie.<\/p>\n<p>[\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;8. Misericordia e Potere&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1456470264028-614c75fa-10fe&#8221;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 24 Febbraio 2016<\/p>\n<p><strong><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Proseguiamo le catechesi sulla misericordia nella Sacra Scrittura. In diversi passi si parla dei potenti, dei re, degli uomini che stanno \u201cin alto\u201d, e anche della loro arroganza e dei loro soprusi. La ricchezza e il potere sono realt\u00e0 che possono essere buone e utili al bene comune, se messe al servizio dei poveri e di tutti, con giustizia e carit\u00e0. Ma quando, come troppo spesso avviene, vengono vissute come privilegio, con egoismo e prepotenza, si trasformano in strumenti di corruzione e morte. \u00c8 quanto accade nell\u2019episodio della vigna di Nabot, descritto nel Primo Libro dei Re, al capitolo 21, su cui oggi ci soffermiamo.<\/p>\n<p>In questo testo si racconta che il re d\u2019Israele, Acab, vuole comprare la vigna di un uomo di nome Nabot, perch\u00e9 questa vigna confina con il palazzo reale. La proposta sembra legittima, persino generosa, ma in Israele le propriet\u00e0 terriere erano considerate quasi inalienabili. Infatti il libro del Levitico prescrive: \u00abLe terre non si potranno vendere per sempre, perch\u00e9 la terra \u00e8 mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti\u00bb (<em>Lv<\/em> 25,23). La terra \u00e8 sacra, perch\u00e9 \u00e8 un dono del Signore, che come tale va custodito e conservato, in quanto segno della benedizione divina che passa di generazione in generazione e garanzia di dignit\u00e0 per tutti. Si comprende allora la risposta negativa di Nabot al re: \u00abMi guardi il Signore dal cederti l\u2019eredit\u00e0 dei miei padri\u00bb (<em>1 Re<\/em> 21,3).<\/p>\n<p>Il re Acab reagisce a questo rifiuto con amarezza e sdegno. Si sente offeso &#8211; lui \u00e8 il re, il potente -, sminuito nella sua autorit\u00e0 di sovrano, e frustrato nella possibilit\u00e0 di soddisfare il suo desiderio di possesso. Vedendolo cos\u00ec abbattuto, sua moglie Gezabele, una regina pagana che aveva incrementato i culti idolatrici e faceva uccidere i profeti del Signore (cfr <em>1 Re<\/em> 18,4), &#8211; non era brutta, era cattiva! &#8211; decide di intervenire. Le parole con cui si rivolge al re sono molto significative. Sentite la cattiveria che \u00e8 dietro questa donna: \u00abTu eserciti cos\u00ec la potest\u00e0 regale su Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la far\u00f2 avere io la vigna di Nabot di Izreel\u00bb (v. 7). Ella pone l\u2019accento sul prestigio e sul potere del re, che, secondo il suo modo di vedere, viene messo in discussione dal rifiuto di Nabot. Un potere che lei invece considera assoluto, e per il quale ogni desiderio del re potente diventa un ordine. Il grande Sant\u2019Ambrogio ha scritto un piccolo libro su questo episodio. Si chiama \u201cNabot\u201d. Ci far\u00e0 bene leggerlo in questo tempo di Quaresima. \u00c8 molto bello, \u00e8 molto concreto.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, ricordando queste cose, ci dice: \u00abVoi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sar\u00e0 cos\u00ec; ma chi vuole diventare grande tra voi, sar\u00e0 vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sar\u00e0 vostro schiavo\u00bb (<em>Mt<\/em> 20,25-27). Se si perde la dimensione del servizio, il potere si trasforma in arroganza e diventa dominio e sopraffazione. E\u2019 proprio ci\u00f2 che accade nell\u2019episodio della vigna di Nabot. Gezabele, la regina, in modo spregiudicato, decide di eliminare Nabot e mette in opera il suo piano. Si serve delle apparenze menzognere di una legalit\u00e0 perversa: spedisce, a nome del re, delle lettere agli anziani e ai notabili della citt\u00e0 ordinando che dei falsi testimoni accusino pubblicamente Nabot di avere maledetto Dio e il re, un crimine da punire con la morte. Cos\u00ec, morto Nabot, il re pu\u00f2 impadronirsi della sua vigna. E questa non \u00e8 una storia di altri tempi, \u00e8 anche storia d\u2019oggi, dei potenti che per avere pi\u00f9 soldi sfruttano i poveri, sfruttano la gente. \u00c8 la storia della tratta delle persone, del lavoro schiavo, della povera gente che lavora in nero e con il salario minimo per arricchire i potenti. \u00c8 la storia dei politici corrotti che vogliono pi\u00f9 e pi\u00f9 e pi\u00f9! Per questo dicevo che ci far\u00e0 bene leggere quel libro di Sant\u2019Ambrogio su Nabot, perch\u00e9 \u00e8 un libro di attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco dove porta l\u2019esercizio di un\u2019autorit\u00e0 senza rispetto per la vita, senza giustizia, senza misericordia. Ed ecco a cosa porta la sete di potere: diventa cupidigia che vuole possedere tutto. Un testo del profeta Isaia \u00e8 particolarmente illuminante al riguardo. In esso, il Signore mette in guardia contro l\u2019avidit\u00e0 i ricchi latifondisti che vogliono possedere sempre pi\u00f9 case e terreni. E dice il profeta Isaia:<\/p>\n<p>\u00abGuai a voi, che aggiungete casa a casa<br \/>\ne unite campo a campo,<br \/>\nfinch\u00e9 non vi sia pi\u00f9 spazio,<br \/>\ne cos\u00ec restate soli<br \/>\nad abitare nel paese\u00bb (<em>Is<\/em> 5,8).<\/p>\n<p>E il profeta Isaia non era comunista! Dio, per\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 grande della malvagit\u00e0 e dei giochi sporchi fatti dagli esseri umani. Nella sua misericordia invia il profeta Elia per aiutare Acab a convertirsi. Adesso voltiamo pagina, e come segue la storia? Dio vede questo crimine e bussa anche al cuore di Acab e il re, messo davanti al suo peccato, capisce, si umilia e chiede perdono. Che bello sarebbe se i potenti sfruttatori di oggi facessero lo stesso! Il Signore accetta il suo pentimento; tuttavia, un innocente \u00e8 stato ucciso, e la colpa commessa avr\u00e0 inevitabili conseguenze. Il male compiuto infatti lascia le sue tracce dolorose, e la storia degli uomini ne porta le ferite.<\/p>\n<p>La misericordia mostra anche in questo caso la via maestra che deve essere perseguita. La misericordia pu\u00f2 guarire le ferite e pu\u00f2 cambiare la storia. Apri il tuo cuore alla misericordia! La misericordia divina \u00e8 pi\u00f9 forte del peccato degli uomini. \u00c8 pi\u00f9 forte, questo \u00e8 l\u2019esempio di Acab! Noi ne conosciamo il potere, quando ricordiamo la venuta dell\u2019Innocente Figlio di Dio che si \u00e8 fatto uomo per distruggere il male con il suo perdono. Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il vero re, ma il suo potere \u00e8 completamente diverso. Il suo trono \u00e8 la croce. Lui non \u00e8 un re che uccide, ma al contrario d\u00e0 la vita. Il suo andare verso tutti, soprattutto i pi\u00f9 deboli, sconfigge la solitudine e il destino di morte a cui conduce il peccato. Ges\u00f9 Cristo con la sua vicinanza e tenerezza porta i peccatori nello spazio della grazia e del perdono. E questa \u00e8 la misericordia di Dio.[\/vc_toggle][vc_toggle title=&#8221;9. Misericordia e Correzione&#8221; style=&#8221;simple&#8221; el_id=&#8221;1457249036735-830f868e-daae&#8221;]<strong>PAPA FRANCESCO<\/strong><br \/>\n<strong> UDIENZA GENERALE<\/strong><br \/>\nMercoled\u00ec, 2 Marzo 2016<\/p>\n<p><strong><em>Cari fratelli e sorelle, buongiorno.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Parlando della misericordia divina, abbiamo pi\u00f9 volte evocato la figura del padre di famiglia, che ama i suoi figli, li aiuta, se ne prende cura, li perdona. E come padre, li educa e li corregge quando sbagliano, favorendo la loro crescita nel bene.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che viene presentato Dio nel primo capitolo del profeta Isaia, in cui il Signore, come padre affettuoso ma anche attento e severo, si rivolge ad Israele accusandolo di infedelt\u00e0 e corruzione, per riportarlo sulla via della giustizia. Inizia cos\u00ec il nostro testo:<\/p>\n<p>\u00abUdite, o cieli, ascolta, o terra,<br \/>\ncos\u00ec parla il Signore:<br \/>\n\u201cHo allevato e fatto crescere figli,<br \/>\nma essi si sono ribellati contro di me.<br \/>\nIl bue conosce il suo proprietario<br \/>\ne l\u2019asino la greppia del suo padrone,<br \/>\nma Israele non conosce,<br \/>\nil mio popolo non comprende\u201d\u00bb (1,2-3).<\/p>\n<p>Dio, mediante il profeta, parla al popolo con l\u2019amarezza di un padre deluso: ha fatto crescere i suoi figli, ed ora loro si sono ribellati contro di Lui. Persino gli animali sono fedeli al loro padrone e riconoscono la mano che li nutre; il popolo invece non riconosce pi\u00f9 Dio, si rifiuta di comprendere. Pur ferito, Dio lascia parlare l\u2019amore, e si appella alla coscienza di questi figli degeneri perch\u00e9 si ravvedano e si lascino di nuovo amare. Questo \u00e8 quello che fa Dio! Ci viene incontro perch\u00e9 noi ci lasciamo amare da Lui dal nostro Dio.<\/p>\n<p>La relazione padre-figlio, a cui spesso i profeti fanno riferimento per parlare del rapporto di alleanza tra Dio e il suo popolo, si \u00e8 snaturata. La missione educativa dei genitori mira a farli crescere nella libert\u00e0, a renderli responsabili, capaci di compiere opere di bene per s\u00e9 e per gli altri. Invece, a causa del peccato, la libert\u00e0 diventa pretesa di autonomia, pretesa di orgoglio, e l\u2019orgoglio porta alla contrapposizione e all\u2019illusione di autosufficienza.<\/p>\n<p>Ecco allora che Dio richiama il suo popolo: \u201cAvete sbagliato strada\u201d. Affettuosamente e amaramente dice il \u201cmio\u201d popolo. Dio mai rinnega noi; noi siamo il suo popolo, il pi\u00f9 cattivo degli uomini, la pi\u00f9 cattiva delle donne, i pi\u00f9 cattivi dei popoli sono suoi figli. E questo \u00e8 Dio: mai, mai rinnega noi! Dice sempre: \u201cFiglio, vieni\u201d. E questo \u00e8 l\u2019amore di nostro Padre; questa la misericordia di Dio. Avere un padre cos\u00ec ci d\u00e0 speranza, ci d\u00e0 fiducia. Questa appartenenza dovrebbe essere vissuta nella fiducia e nell\u2019obbedienza, con la consapevolezza che tutto \u00e8 dono che viene dall\u2019amore del Padre. E invece, ecco la vanit\u00e0, la stoltezza e l\u2019idolatria.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 ora il profeta si rivolge direttamente a questo popolo con parole severe per aiutarlo a capire la gravit\u00e0 della sua colpa:<\/p>\n<p>\u00abGuai, gente peccatrice, [\u2026] figli corrotti!<br \/>\nHanno abbandonato il Signore,<br \/>\nhanno disprezzato il Santo d\u2019Israele,<br \/>\nsi sono voltati indietro\u00bb (v. 4).<\/p>\n<p>La conseguenza del peccato \u00e8 uno stato di sofferenza, di cui subisce le conseguenze anche il paese, devastato e reso come un deserto, al punto che Sion \u2013 cio\u00e8 Gerusalemme &#8211; diventa inabitabile. Dove c\u2019\u00e8 rifiuto di Dio, della sua paternit\u00e0, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 vita possibile, l\u2019esistenza perde le sue radici, tutto appare pervertito e annientato. Tuttavia, anche questo momento doloroso \u00e8 in vista della salvezza. La prova \u00e8 data perch\u00e9 il popolo possa sperimentare l\u2019amarezza di chi abbandona Dio, e quindi confrontarsi con il vuoto desolante di una scelta di morte. La sofferenza, conseguenza inevitabile di una decisione autodistruttiva, deve far riflettere il peccatore per aprirlo alla conversione e al perdono.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 il cammino della misericordia divina: Dio non ci tratta secondo le nostre colpe (cfr <em>Sal<\/em> 103,10). La punizione diventa lo strumento per provocare a riflettere. Si comprende cos\u00ec che Dio perdona il suo popolo, fa grazia e non distrugge tutto, ma lascia aperta sempre la porta alla speranza. La salvezza implica la decisione di ascoltare e lasciarsi convertire, ma rimane sempre dono gratuito. Il Signore, quindi, nella sua misericordia, indica una strada che non \u00e8 quella dei sacrifici rituali, ma piuttosto della giustizia. Il culto viene criticato non perch\u00e9 inutile in s\u00e9 stesso, ma perch\u00e9, invece di esprimere la conversione, pretende di sostituirla; e diventa cos\u00ec ricerca della propria giustizia, creando l\u2019ingannevole convinzione che siano i sacrifici a salvare, non la misericordia divina che perdona il peccato. Per capirla bene: quando uno \u00e8 ammalato va dal medico; quando uno si sente peccatore va dal Signore. Ma se invece di andare dal medico, va dallo stregone non guarisce. Tante volte non andiamo dal Signore, ma preferiamo andare per strade sbagliate, cercando al di fuori di Lui una giustificazione, una giustizia, una pace. Dio, dice il profeta Isaia, non gradisce il sangue di tori e di agnelli (v. 11), soprattutto se l\u2019offerta \u00e8 fatta con mani sporche del sangue dei fratelli (v. 15). Ma io penso alcuni benefattori della Chiesa che vengono con l\u2019offerta &#8211; \u201cPrenda per la Chiesa questa offerta\u201d- \u00e8 frutto del sangue di tanta gente sfruttata, maltrattata, schiavizzata con il lavoro malpagato! Io dir\u00f2 a questa gente: \u201cPer favore, portati indietro il tuo assegno, brucialo\u201d. Il popolo di Dio, cio\u00e8 la Chiesa, non ha bisogno di soldi sporchi, ha bisogno di cuori aperti alla misericordia di Dio. \u00c8 necessario avvicinarsi a Dio con mani purificate, evitando il male e praticando il bene e la giustizia. Che bello come finisce il profeta:<\/p>\n<p>\u00abCessate di fare il male<br \/>\nimparate a fare il bene,<br \/>\ncercate la giustizia,<br \/>\nsoccorrete l\u2019oppresso,<br \/>\nrendete giustizia all\u2019orfano,<br \/>\ndifendete la causa della vedova\u00bb (vv. 16-17).<\/p>\n<p>Pensate ai tanti profughi che sbarcano in Europa e non sanno dove andare. Allora, dice il Signore, i peccati, anche se fossero scarlatti, diventeranno bianchi come la neve, e candidi come la lana, e il popolo potr\u00e0 nutrirsi dei beni della terra e vivere nella pace (v. 19).<\/p>\n<p>\u00c8 questo il miracolo del perdono che Dio; il perdono che Dio come Padre, vuole donare al suo popolo. La misericordia di Dio \u00e8 offerta a tutti, e queste parole del profeta valgono anche oggi per tutti noi, chiamati a vivere come figli di Dio.<\/p>\n<p>[\/vc_toggle][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row overlay_pattern_opacity=&#8221;50&#8243; full_page_width=&#8221;&#8221; toc_id=&#8221;&#8221; bg_image_fb=&#8221;&#8221; bg_image_repeat_fb=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_text_separator title=&#8221;Clicca sul titolo per aprire la lettera&#8221; title_align=&#8221;separator_align_right&#8221; color=&#8221;black&#8221; el_width=&#8221;100&#8243; el_align=&#8221;right&#8221;][vc_toggle title=&#8221;1. 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