{"id":1529,"date":"2014-10-18T07:38:04","date_gmt":"2014-10-18T07:38:04","guid":{"rendered":"http:\/\/parrocchievalleoropa.it\/?p=1529"},"modified":"2015-01-02T08:20:50","modified_gmt":"2015-01-02T08:20:50","slug":"domenica-19-ottobre-papa-francesco-proclamera-beato-papa-paolo-vi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/?p=1529","title":{"rendered":"Domenica 19 ottobre papa Francesco, proclamer\u00e0 beato papa Paolo VI"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]Domenica 19 ottobre papa Francesco, proclamer\u00e0 beato papa Paolo VI, forse il papa che pi\u00f9 ha inciso nella vita della chiesa del XX secolo con la conclusione del Concilio e la sua prima attuazione. Vediamone da vicino la figura e, al termine del post, una sua profetica espressione tratta dalla sua esortazione apostolica <em>Evangelii Nuntiandi<\/em>.<\/p>\n<p>dal sito <a href=\"http:\/\/www.santiebeati.it\/\">www.santiebeati.it<\/a><\/p>\n<p>Quando fu eletto papa, il cardinale Giovan Battista Montini, ebbe a dire profeticamente: \u201cForse il Signore mi ha chiamato a questo servizio non gi\u00e0 perch\u00e9 io vi abbia qualche attitudine, ma perch\u00e9 io soffra qualche cosa per la Chiesa\u201d. La sua acuta intelligenza gli fece intuire realisticamente, sin dal primo momento, il lato pi\u00f9 pesante di una missione densa di incognite e di tribolazioni, che cadeva improvvisamente sulle sue spalle e che avrebbe messo a dura prova il suo carattere ed anche il suo fisico.<\/p>\n<p><strong>La famiglia, la gracile salute, il carattere<\/strong><br \/>\nIl futuro papa, Giovan Battista Montini nacque a Concesio (Brescia) il 26 settembre 1897 e alla nascita era talmente gracile e debole, che i medici che assistettero al parto, sentenziarono: \u201cDurer\u00e0 soltanto fino a domani\u201d. I genitori Giorgio Montini e Giuditta Alghisi, possedevano la villa di campagna a Concesio, dove avvenne il parto e dove trascorrevano l\u2019estate, secondo l\u2019usanza delle famiglie borghesi e benestanti di Brescia e dell\u2019epoca.<br \/>\nIl bambino si riprese, ma crescer\u00e0 stentatamente e malaticcio; come carattere prese soprattutto dalla madre, nobildonna delicata e gentile, piena d\u2019amore per la sua famiglia, ma non espansiva, di poche carezze che manifestassero esteriormente questo affetto.<br \/>\nIl padre Giorgio era impegnato attivamente a rompere l\u2019isolamento, in cui vennero a trovarsi i cattolici, dopo la proclamazione di Roma a capitale d\u2019Italia; giovane avvocato era fautore di idee e lotte stimolanti contro l\u2019anticlericalismo imperante; nel 1881 fu chiamato a dirigere il quotidiano cattolico \u201cIl Cittadino di Brescia\u201d, che guid\u00f2 fino al 1912.<br \/>\nLa passione per la stampa, le polemiche roventi ma sempre civili del padre, si trasmetteranno presto al figlio Giovan Battista, che dimostr\u00f2 sempre una predilezione per lo scrivere, che faceva intravedere una futura carriera di scrittore o critico letterario. Crebbe all\u2019ombra e sotto la guida del padre, che in quegli anni fu un gran suscitatore di iniziative cattoliche, come le \u201cLeghe bianche\u201d nelle campagne bresciane, l\u2019Unione del Lavoro; il pensionato scolastico; fondatore di una Casa Editrice \u201cLa Scuola\u201d; impegnato in cariche pubbliche; dirigente, per incarico del papa Benedetto XV di una Sezione dell\u2019Azione Cattolica; deputato per tre legislature.<br \/>\nLa casa dei Montini per anni vedr\u00e0 la presenza di don Luigi Sturzo e Romolo Murri che insieme a Giorgio Montini saranno i fondatori del Partito Popolare Italiano, di estrazione cattolica, dal quale nel 1943 nascer\u00e0 la Democrazia Cristiana; il giovane Giovan Battista assisteva alle discussioni e assimilava i concetti che poi elaborava nel suo studio; fra i frequentanti della casa c\u2019era anche Alcide De Gasperi.<br \/>\nBisogna dire che il futuro papa, ebbe sempre un carattere severo e malinconico, in contrasto al clima gioioso e di concordia della sua famiglia, allietata da tre figli Ludovico, Giovan Battista e Francesco e da tanti parenti della patriarcale famiglia, agiata e senza ristrettezze economiche.<br \/>\nEppure su quest\u2019adolescenza privilegiata del giovane Battista c\u2019era come un incubo, la sua gracilit\u00e0 fisica; aveva febbre improvvisa che lo abbattevano, fu dato ad allevare per 14 mesi ad una coppia di contadini, ma il suo ritorno a Brescia continu\u00f2 ad impensierire i medici per il suo sviluppo; certamente \u00e8 da rintracciare in quel periodo infantile, caratterizzato da debolezza, i motivi della leggera nevrosi che impregner\u00e0 il suo temperamento nell\u2019et\u00e0 adulta, con timidezza, ipersensibilit\u00e0, una certa insicurezza e molte altre angosce che non riusc\u00ec mai a nascondere.<\/p>\n<p><strong>Giovent\u00f9, studi, sacerdozio<\/strong><br \/>\nAltern\u00f2 brevi periodi di studio negli Istituti dei Gesuiti, sempre interrotti per motivi di salute e proseguiti privatamente, ci\u00f2 gli imped\u00ec di avere quei contatti cos\u00ec necessari con altri compagni di scuola. Ci\u00f2 nonostante tent\u00f2 di arruolarsi nella Prima Guerra Mondiale, ma naturalmente fu scartato, probabilmente fu una fiammata d\u2019amor di Patria e idealistica, comune ai giovani dell\u2019epoca.<br \/>\nAmante della velocit\u00e0, la cui paura aveva vinto a forza di volont\u00e0; in una discesa folle sulla bici, accus\u00f2 un malore che verr\u00e0 diagnosticato come uno scompenso cardiaco, che se pur scomparendo nel tempo, gli vieter\u00e0 comunque quei giochi che richiedevano qualche sforzo; tutto ci\u00f2 aument\u00f2 la sua timidezza e il suo distacco, che nelle foto dell\u2019epoca lo fanno apparire come invecchiato precocemente, pallido, magro, solo gli occhi brillano per una continua attenzione.<br \/>\nLa vocazione al sacerdozio non fu folgorante, ma graduale, frequentando sacerdoti e respirando il clima religioso della sua famiglia. Ebbe come padre spirituale l\u2019oratoriano padre Giulio Bevilacqua, con il quale instaur\u00f2 un\u2019amicizia profonda; da papa vorr\u00e0 dimostrargli la sua gratitudine, creando il vecchio parroco bresciano, cardinale, nonostante il suo meravigliato rifiuto.<br \/>\nFrequentando da esterno il Seminario bresciano, sempre per i noti motivi di salute, con l\u2019aggiunta di un lungo esaurimento nervoso; giunse ad essere ordinato sacerdote il 29 maggio 1920, dal vescovo di Brescia Gaggia. Certamente in questo cammino agevolato verso il sacerdozio, che a rigor di logica per la sua salute non avrebbe potuto raggiungere, ebbe un particolare riguardo essendo il figlio dell\u2019impegnatissimo in campo cattolico avvocato Montini; e il vescovo decise per lui una destinazione per Roma; prima si laure\u00f2 in cinque mesi, a Milano in Diritto Canonico, poi nell\u2019autunno del 1920, il giovane sacerdote arriv\u00f2 a Roma, alloggiando al Collegio Lombardo e si mise subito all\u2019opera iscrivendosi alla \u2018Gregoriana\u2019 per la Teologia e contemporaneamente all\u2019Universit\u00e0 Statale, alla Facolt\u00e0 di Lettere.<\/p>\n<p><strong>Nella Curia Romana, carriera, Assistente FUCI romana e Nazionale, formatore di futuri politici<\/strong><br \/>\nVenne segnalato da un\u2019influente deputato bresciano, che lo conosceva da ragazzo, al cardinale Segretario di Stato Gasparri e cos\u00ec Montini dopo poche settimane entr\u00f2 nell\u2019Accademia dei nobili ecclesiastici, passaggio necessario per tutti i diplomatici della Chiesa, dove s\u2019impara la difficile arte di trattare con i potenti e curando i rapporti internazionali.<br \/>\nNella Curia romana si distinse per la sua attenzione, la rapidit\u00e0 nell\u2019apprendere lingue straniere e tecniche di governo, studiosissimo, attir\u00f2 l\u2019attenzione di mons. Pizzardo, incaricato per gli Affari Straordinari della Segreteria di Stato e quindi dopo un anno, divenne \u2018minutante\u2019 nell\u2019importante ufficio posto al vertice della politica vaticana.<br \/>\nE nel giugno 1921 con pochi effetti personali e tanti libri si trasfer\u00ec in Vaticano, a 24 anni, da dove uscir\u00e0 trent\u2019anni dopo, si laure\u00f2 in Teologia, consegu\u00ec il Diploma dell\u2019Accademia per la diplomazia, ma dovette lasciare la Statale e il suo desiderio di laurearsi in Lettere.<br \/>\nFu chiamato il \u201cpretino che non prende mai le ferie\u201d, lavoratore instancabile, la sua scrivania era sempre piena di pratiche da sbrigare; ebbe come compagni, futuri monsignori, vescovi, cardinali, come Ottaviani, Tardini, Spellmann, Maglione, Tedeschini, ecc. Morto papa Benedetto XV nel 1922, sal\u00ec al trono pontificio l\u2019arcivescovo di Milano Achille Ratti, che prese il nome di Pio XI; sotto il suo pontificato cominci\u00f2 l\u2019ascesa nella Curia di Montini, che si fermer\u00e0 solo al vertice.<br \/>\nIl cardinale Gasparri, suo superiore e protettore lo invi\u00f2 per tre mesi a Parigi per approfondire gli studi, poi per quattro mesi alla segreteria del Nunzio di Polonia a Varsavia, ma il freddo del Nord lo fece ammalare sempre di pi\u00f9, quindi ritorn\u00f2 a Roma. Per il suo desiderio di un\u2019esperienza pastorale, cos\u00ec necessaria per un prete, gli fu affidato il compito di Assistente spirituale del Circolo Universitario Cattolico di Roma.<br \/>\nTrascorsero cos\u00ec due anni di apostolato gioioso, oltre il suo lavoro in Curia; gli studenti lo chiamarono \u201cdon Gibiemme\u201d e gli davano del tu, si pu\u00f2 dire che scoperse la sua giovent\u00f9, con scampagnate ai castelli romani, l\u2019organizzazione di giochi e corsi didattici, provocando le uniche risate spontanee della sua vita; in seguito al massimo sorrider\u00e0 con un dolce, consenziente, a volte mesto sorriso, ma mai allegro.<br \/>\nNel settembre del 1925, nel pieno del clamore della \u2018Marcia su Roma\u2019 fascista, papa Pio XI gli diede l\u2019incarico di Assistente Nazionale della FUCI (Giovani universitari cattolici), carica che tenne dal 1926 al 1933, periodo difficile per la propensione del fascismo ad avere il controllo della giovent\u00f9, specie quella universitaria, tramite il GUF (giovent\u00f9 universitari fascisti); in questo periodo egli lavora per raccogliere le migliori intelligenze cattoliche che escono dalle Universit\u00e0, per indicare le future mete politiche e sociali, fra loro vi furono Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti, Paolo Emilio Taviani, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Guido Carli.<\/p>\n<p><strong>Monsignore, collaboratore del Segretario di Stato, \u2018Sostituto Affari Ordinari\u2019<\/strong><br \/>\nIntanto nella Curia continuava a salire di grado; nel 1934 era monsignore, quando mor\u00ec il card. Gasparri, subentrandogli il romano cardinale Eugenio Pacelli e il nuovo Segretario di Stato nel riorganizzare i suoi collaboratori, chiam\u00f2 Montini, che aveva gi\u00e0 notato per le sue specifiche doti.<br \/>\nLi dividevano 20 anni di et\u00e0, ma erano tanto affini, in pratica due aristocratici, la loro carriera nella Chiesa si era svolta tutta al di fuori della cura d\u2019anime; entrambi dotati di suggestione mistica e dello stato di angoscia che prende le anime raffinate, quando devono decidere. Lasciata con rammarico la FUCI, Montini si dedic\u00f2 con la dovuta passione ad essere collaboratore stretto del card. Pacelli e nel 1937 ad appena 40 anni, venne nominato \u201csostituto degli Affari Ordinari\u201d, terzo gradino della gerarchia vaticana.<br \/>\nNel contempo all\u2019altro ufficio di \u201csostituto degli Affari Straordinari\u201d venne chiamato il suo ex compagno \u2018minutante\u2019 Domenico Tardini; i due collaboratori di Pacelli si stimeranno sempre, ma non si ameranno mai; tanto erano diversi nel carattere; tradizionalista ed esuberante Tardini; aperto alle novit\u00e0, ma prudente Montini.<br \/>\nLa Curia per i 18 anni che vide il binomio Tardini \u2013 Montini, si divise in due fazioni che per molti divennero dei \u2018conservatori\u2019 e dei \u2018progressisti\u2019. Montini divent\u00f2 l\u2019ombra del cardinale Segretario di Stato, custode dei suoi segreti diplomatici ne cur\u00f2 la corrispondenza.<\/p>\n<p><strong>Braccio destro di papa Pio XII<\/strong><br \/>\nNel 1939 papa Pio XI mor\u00ec quasi improvvisamente e Pacelli venne eletto papa con il nome di Pio XII, i due \u2018sostituti\u2019 rimasero al loro posto e il cardinale Luigi Maglione venne nominato Segretario di Stato, ma quando questi nel 1944 mor\u00ec, papa Pacelli decise di non sostituirlo, lasciando la carica vacante; cos\u00ec i due \u2018Sostituti\u2019 divennero i numeri due della gerarchia vaticana.<br \/>\nIl pontificato di Pio XII, vide il grande sconvolgimento della Seconda Guerra Mondiale, che lo rese drammatico ed angosciante nel suo ministero pontificale; la Storia chiarir\u00e0 in seguito la sua segreta opera di mediazione fra le parti, la salvezza di Roma, gli aiuti nascosti per ebrei e rifugiati politici, la Pontificia Opera di Assistenza, la rinascita politica, culturale, ed economica dell\u2019Italia sconfitta e devastata.<br \/>\nE al suo fianco, discreto ma attivo, sempre nell\u2019ombra, il suo Sostituto Montini che a suo nome agiva in tutti i campi, dall\u2019organizzazione dei soccorsi nel neutrale Vaticano, all\u2019opera diplomatica fra i contendenti, per colmo cattolici da ambo le parti.<br \/>\nAllo sfacelo della Seconda Guerra Mondiale, fece seguito la divisione del mondo in due blocchi: Occidente ed Oriente, democrazia e comunismo, Stati Uniti e Unione Sovietica, con in mezzo la vecchia e disastrata Europa; che si tramut\u00f2 ben presto in una lotta fra il cristianesimo e l\u2019ateismo; in Italia si visse con lo slogan \u201cO Roma, o Mosca\u201d.<br \/>\nIl Sostituto Montini, moderato per natura, fu in contrasto con il Presidente dell\u2019Azione Cattolica Luigi Gedda, che ligio alle disposizioni di Pio XII di cui era diventato il pupillo, cerc\u00f2 di organizzare i giovani d\u2019A.C. in forma estremistica e di lotta aperta al comunismo; ormai in Vaticano egli era \u201cMontini il progressista\u201d.<br \/>\nCon 16 ore di lavoro al giorno organizz\u00f2 l\u2019Anno Santo del 1950; fond\u00f2 le ACLI e la Pontificia Opera di Assistenza. Fu il braccio destro del papa, ricev\u00e9 ogni tipo di personalit\u00e0; era primo ministro e insieme ministro degli esteri, eppure Pio XII non lo elev\u00f2 dal semplice grado gerarchico di monsignore; rimase pur essendo il numero due del Vaticano, un uomo modesto, sobrio, viveva in un semplice appartamento.<br \/>\nNel Concistoro del 1953, il primo dopo molti anni, i nomi di Montini e Tardini non comparvero, pur essendo i pi\u00f9 qualificati alla promozione cardinalizia e rimasero monsignori. La lotta fra \u2018conservatori\u2019 e \u2018progressisti\u2019 aveva avuto i suoi effetti; ma Montini impose il suo appoggio a De Gasperi nelle elezioni amministrative del 1952, il quale era allora inviso al Vaticano; i conservatori della Curia e lo stesso Pio XII, non perdonarono la sua scelta e il 3 novembre 1953 Montini fu allontanato, perch\u00e9 di questo si tratt\u00f2, promovendolo nel contempo arcivescovo di Milano.<\/p>\n<p><strong>Arcivescovo di Milano<\/strong><br \/>\nLa consacrazione a vescovo fu celebrata dal decano dei Cardinali Tisserant, il papa ammalato, fece sentire la sua voce con un collegamento radiofonico nella Basilica di S. Pietro, che benediceva il \u201cdiletto figlio\u201d, che era stato suo diretto collaboratore per tanti anni.<br \/>\nIl nuovo arcivescovo part\u00ec da Roma il 6 gennaio 1954 dopo 30 anni, per intraprendere nella grande diocesi ambrosiana, la sua nuova esperienza pastorale, qualit\u00e0 che mancava alla sua formazione di alto uomo di Chiesa, quindi anche se fu considerato da molti un esilio, alla fine fu un disegno della Provvidenza Divina.<br \/>\nNella diocesi di S. Ambrogio, Montini trov\u00f2 una situazione socio-politica in piena evoluzione, si era nel periodo della ricostruzione civile e industriale post-bellica e ogni giorno arrivavano treni carichi di immigrati dal Sud. L\u2019angoscia di vedere una societ\u00e0 che convulsamente, era tutta impegnata alla costruzione di un mondo profano e materiale, lo sconvolse al punto di essere tentato di abbandonare tutto.<br \/>\nMa nel discorso d\u2019insediamento, presenti tutte le componenti della societ\u00e0 milanese, egli si dichiar\u00f2 il pastore alla ricerca delle pecore smarrite, deludendo chi si aspettava di sentire il politico raffinato qual\u2019era. In poco tempo riform\u00f2 tutta la diocesi con piglio e metodi manageriali, ristruttur\u00f2 il palazzo arcivescovile in abbandono; il suo attivismo attir\u00f2 l\u2019attenzione di tutto il mondo cattolico, che vide Milano come contraltare della Santa Sede.<br \/>\nIn breve lasci\u00f2 le vecchie abitudini della Curia romana, per assumere il ritmo di lavoro ed efficienza dei milanesi; gir\u00f2 da una fabbrica all\u2019altra incontro al mondo del lavoro; convinse l\u2019alta finanza della citt\u00e0 a sostenere la costruzione di nuove chiese. Rest\u00f2 a Milano per otto anni e fino alla morte di Pio XII avvenuta il 9 ottobre 1958 a Castelgandolfo, rimase arcivescovo senza ricevere la dignit\u00e0 cardinalizia, com\u2019era privilegio della diocesi di Milano.<\/p>\n<p><strong>Cardinale con Giovanni XXIII, diventa papa Paolo VI, il suo tormentato pontificato<\/strong><br \/>\nNel Conclave che segu\u00ec si avvert\u00ec l\u2019ombra del grande assente, venne eletto papa Giovanni XXIII, l\u2019anziano Angelo Roncalli, patriarca di Venezia, il quale come suo primo scritto invi\u00f2 una lettera all\u2019arcivescovo di Milano per comunicargli la sua intenzione di nominarlo cardinale. In altre occasioni Giovanni XXIII disse: \u201cQuel nostro caro figlio che sta a Milano, noi siamo qui a tenergli il posto\u201d e lo mand\u00f2 in giro per il mondo a rappresentarlo, gli fece conoscere ed approfondire non solo il mondo cristiano ma anche quello di altre religioni; proprio come un tirocinio per ogni futuro papa.<br \/>\nE cos\u00ec dopo il breve pontificato di papa Giovanni, il papa che aveva indetto il Concilio Ecumenico Vaticano II, alla sua morte avvenuta fra il compianto generale il 3 giugno 1963, nel successivo conclave il 21 giugno 1963, veniva eletto 265\u00b0 successore di S. Pietro, Giovan Battista Montini, il gracile pretino di Brescia, con il nome di Paolo VI, aveva 66 anni.<br \/>\nUn compito pesantissimo per chiunque dopo il rivoluzionario pontificato di papa Giovanni, che aveva scosso dalle fondamenta la Chiesa, e che aveva cercato ci\u00f2 che ci unisce, non ci\u00f2 che ci divide. Tocc\u00f2 a lui di continuare il Concilio e portarlo a termine, ma il compito pi\u00f9 immane fu quello di promulgare e attuare i decreti rivoluzionari per la Chiesa, che ne scaturirono, anche se per alcuni il suo pensiero capovolse alcuni dettati conciliari, come quello sul celibato dei preti.<br \/>\nScrisse encicliche basilari per la dottrina della Chiesa, come l\u2019\u201dEcclesiam suam\u201d, la \u201cMisterium fidei\u201d, la \u201cPopulorum progressio\u201d, l\u2019\u201dHumanae vitae\u201d, quest\u2019ultima sul controllo delle nascite e sulla \u2018paternit\u00e0 responsabile\u2019, che tante polemiche suscit\u00f2 e che costrinse per la prima volta un papa a difendersi pubblicamente.<br \/>\nDopo secoli fu il primo papa ad uscire dall\u2019Italia e ad usare l\u2019aereo; come prima tappa dei suoi futuri viaggi apostolici si rec\u00f2 in Palestina il 4 gennaio 1964, suscitando un delirio di entusiasmo nelle strette vie di Gerusalemme, rischiando di rimanere soffocato dalla folla. Incontr\u00f2 il patriarca ortodosso Atenagora, dopo 14 secoli un papa e un patriarca si incontravano dopo lo scisma; nel 1967 and\u00f2 ad Istanbul andando cos\u00ec incontro umilmente alla Chiesa d\u2019Oriente.<br \/>\nAbol\u00ec stemmi, baldacchini, la tiara pontificia, i flabelli bizantini delle fastose cerimonie pontificie, la sedia gestatoria, le guardie nobili, i cortei di armigeri, il trono fu sostituito da una poltrona, la Guardia Palatina; con suo decreto stabil\u00ec che i cardinali dopo gli 80 anni non potevano entrare in conclave; fece costruire la grandiosa aula delle udienze, che oggi porta il suo nome.<br \/>\nRimodern\u00f2 uffici e strutture del Vaticano, il modo di vestire, l\u2019uso della lingua inglese al posto della latina; vennero introdotti computers e telescriventi collegati con tutto il mondo. Riform\u00f2 le cariche e i dicasteri della Curia, ridimension\u00f2 il Sant\u2019Uffizio; invece dei soliti romani, chiam\u00f2 da tutto il mondo uomini nuovi internazionalizzando il Vaticano; furono inserite le prime segretarie.<br \/>\nDovette affrontare e contestare le novit\u00e0 del \u2018Nuovo Catechismo olandese\u2019, la disubbidienza dilagante di fedeli e sacerdoti, cosa che l\u2019angustiava oltremodo; il dissenso di vescovi e conferenze episcopali, la contestazione anche violenta come a Cagliari.<br \/>\nAnd\u00f2 in India, all\u2019ONU, a Fatima in Portogallo, in Colombia, a Ginevra, in Uganda, nelle Filippine, dove scamp\u00f2 ad un attentato, nelle Isole Samoa, l\u2019Australia, l\u2019Indonesia, Hong Kong e naturalmente in tante citt\u00e0 italiane e parrocchie romane.<br \/>\nCombatt\u00e9 contro il divorzio che veniva introdotto in Italia, pi\u00f9 lacerante fu la lotta contro l\u2019aborto, ambedue perse con suo grande dolore. Gli ultimi anni oltre la decadenza fisica, con l\u2019artrosi che l\u2019affliggeva, una operazione chirurgica alla prostata, furono amareggiati dalla ribellione del vescovo tradizionalista francese Marcel L\u00e9f\u00e8bvre, che suscit\u00f2 quasi uno scisma e poi il dolore della morte del suo antico amico Aldo Moro, ucciso in pieno periodo di terrorismo, dalle Brigate Rosse nel maggio 1978, nonostante il suo toccante appello a rilasciarlo vivo.<br \/>\nPochi mesi prima della sua morte, avvenuta a Castelgandolfo il 6 agosto 1978, aveva scritto una intensa preghiera per il funerale dell\u2019on. Moro, che aveva personalmente officiato in Laterano e che presagiva la fine del suo pontificato, durato 15 intensi e tormentati anni e della sua vita durata 81 anni, nonostante che sarebbe dovuto morire il giorno dopo la nascita: \u201cFa o Dio, Padre di misericordia, che non sia interrotta la comunione che, pur nelle tenebre della morte, ancora intercede tra i defunti da questa esistenza temporale e noi tuttora viventi in questa giornata di un sole che inesorabilmente tramonta\u2026\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>da <em>Evangelii Nuntiandi<\/em> n. 60<\/p>\n<p>La constatazione che la Chiesa \u00e8 inviata e destinata all&#8217;evangelizzazione, dovrebbe suscitare in noi due convinzioni.<br \/>\nLa prima: evangelizzare non \u00e8 mai per nessuno un atto individuale e isolato, ma profondamente ecclesiale. Allorch\u00e9 il pi\u00f9 sconosciuto predicatore, catechista o pastore, nel luogo pi\u00f9 remoto, predica il Vangelo, raduna la sua piccola comunit\u00e0 o amministra un Sacramento, anche se si trova solo compie un atto di Chiesa, e il suo gesto \u00e8 certamente collegato mediante rapporti istituzionali, ma anche mediante vincoli invisibili e radici profonde dell&#8217;ordine della grazia, all&#8217;attivit\u00e0 evangelizzatrice di tutta la Chiesa. Ci\u00f2 presuppone che egli agisca non per una missione arrogatasi, n\u00e9 in forza di un&#8217;ispirazione personale, ma in unione con la missione della Chiesa e in nome di essa. Come conseguenza, la seconda convinzione: se ciascuno evangelizza in nome della Chiesa, la quale a sua volta lo fa in virt\u00f9 di un mandato del Signore, nessun evangelizzatore \u00e8 padrone assoluto della propria azione evangelizzatrice, con potere discrezionale di svolgerla secondo criteri e prospettive individualistiche, ma deve farlo in comunione con la Chiesa e con i suoi Pastori. La Chiesa, l&#8217;abbiamo gi\u00e0 rilevato, \u00e8 tutta intera evangelizzatrice. Ci\u00f2 significa che, per il mondo nel suo insieme e per ogni singola parte del mondo ove si trovi, la Chiesa si sente responsabile del compito di diffondere il Vangelo.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]Domenica 19 ottobre papa Francesco, proclamer\u00e0 beato papa Paolo VI, forse il papa che pi\u00f9 ha inciso nella vita della chiesa del XX secolo con la conclusione del Concilio e la sua prima attuazione. Vediamone da vicino la figura e, al termine del post, una sua profetica espressione tratta dalla sua esortazione apostolica Evangelii &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[25],"tags":[33],"rttpg_featured_image_url":null,"rttpg_author":{"display_name":"Marco Canova","author_link":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/?author=3"},"rttpg_comment":0,"rttpg_category":"<a href=\"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/?cat=25\" rel=\"category\">Approfondimenti<\/a>","rttpg_excerpt":"[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/1&#8243;][vc_column_text]Domenica 19 ottobre papa Francesco, proclamer\u00e0 beato papa Paolo VI, forse il papa che pi\u00f9 ha inciso nella vita della chiesa del XX secolo con la conclusione del Concilio e la sua prima attuazione. Vediamone da vicino la figura e, al termine del post, una sua profetica espressione tratta dalla sua esortazione apostolica Evangelii&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1529"}],"collection":[{"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1529"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1529\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/parrocchievalleoropa.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}